Schwazer cambia rotta: ora vuole dimostrare la sua innocenza
Dopo il rifiuto di esaminare la provetta custodita da Sandro Donati, l’atleta altoatesino ha deciso di sottoporsi comunque alle controanalisi per il nuovo caso di doping.
La vicenda non è chiusa. Alex Schwazer, inizialmente intenzionato a non procedere con le controanalisi, ha cambiato posizione dopo il confronto con il suo avvocato Gerhard Brandstaetter. Il legale intende ora utilizzare l’esito degli esami per riaprire la discussione sulla positività all’Epo riscontrata in Germania.
La decisione arriva nonostante l’agenzia antidoping tedesca abbia respinto la richiesta di analizzare anche la terza provetta, un campione di urina prelevato durante lo stesso controllo e conservato da Sandro Donati. Era proprio quella verifica aggiuntiva la condizione posta da Schwazer per accettare il prosieguo della procedura.
La nuova linea dell’avvocato
Brandstaetter ha spiegato che il marciatore aveva inizialmente rifiutato di inviare la richiesta, ma che alla fine è stato persuaso a cambiare idea. «Siamo riusciti a convincere Alex», ha dichiarato il legale, annunciando così una strategia diversa rispetto a quella seguita nelle prime fasi del caso.
L’obiettivo è affidato alle controanalisi. Secondo l’avvocato, il loro risultato potrebbe aprire un ulteriore capitolo nella vicenda e offrire nuovi elementi sulla presenza di eritropoietina nel campione dell’atleta. La provetta conservata da Donati, invece, resterà al centro della contestazione perché la domanda di esaminarla insieme agli altri campioni non è stata accolta.
Dalla gara alla nuova positività
La contestazione riguarda un controllo effettuato il 26 aprile in Germania, dopo i Campionati tedeschi. In quella competizione Schwazer aveva ottenuto il miglior tempo europeo stagionale sulla nuova distanza della maratona di marcia; in seguito, nel suo campione sarebbero state rilevate tracce di Epo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il campione olimpico di Pechino 2008 aveva manifestato una profonda sfiducia verso il sistema dei controlli. Dopo aver appreso della terza positività, aveva sostenuto di essere innocente ma aveva anche detto: «Non ho la forza e l’energia di farlo». La sua disponibilità a difendersi era quindi legata all’analisi del campione custodito dal suo allenatore.
Un passato segnato dai ricorsi
Per Schwazer non si tratta del primo procedimento per doping. Nel 2012 aveva riconosciuto le proprie responsabilità; dopo il secondo caso, invece, aveva avviato una lunga battaglia contro la Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, sostenendo di non aver commesso l’illecito.
La giustizia italiana aveva archiviato quella vicenda stabilendo che il fatto non sussisteva. Gli organismi sportivi, tuttavia, non avevano successivamente restituito all’atleta una piena riabilitazione. È anche alla luce di quel percorso che la nuova scelta sulle controanalisi assume un peso particolare: la procedura potrà ora proseguire, pur senza l’esame della provetta conservata da Donati.
Continua a leggere
Merz non arretra sull’Ucraina: Berlino prepara la risposta agli attacchi ibridi
Il cancelliere tedesco assicura che gli aiuti a Kyiv continueranno e avverte: eventuali nuove offensive saranno affrontate con fermezza
Petrolio, il Brasile firma il terzo record: numeri mai visti
L’estrazione ha raggiunto 4,615 milioni di barili quotidiani, mentre anche il gas ha segnato il suo massimo storico
Argentina, TotalEnergies prepara 10 miliardi: la nuova sfida energetica
Il gruppo francese punta a rafforzare le attività in Terra del Fuoco e a Vaca Muerta con due interventi tra produzione offshore e sviluppo di idrocarburi
Francia, 900 proteste e il clima si fa più duro
La mobilitazione studentesca si estende a ogni dipartimento, mentre il ministro Geffray convoca associazioni e genitori per venerdì.