Schillaci: la salute non è una voce di spesa
Il ministro è intervenuto a Latina: dallo stabilimento partono oltre quattro miliardi di compresse ogni anno
Orazio Schillaci ha difeso il valore strategico dell’industria della salute durante la celebrazione dei 50 anni di Johnson & Johnson Innovative Medicines a Latina.
Il ministro ha definito l’anniversario «una linea di partenza» e non un traguardo, invitando il settore a continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione. Secondo Schillaci, la storia dell’azienda dovrà essere misurata anche per ciò che saprà ancora progettare.
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L’impegno per il Servizio sanitario
Schillaci ha assicurato che intende utilizzare fino all’ultimo il proprio mandato per sostenere il Servizio sanitario nazionale e l’intero sistema italiano. Ha spiegato di voler affrontare le difficoltà senza attenuazioni, pur ricordando i progressi strutturali già compiuti.
Il ministro ha inoltre ribadito il sostegno alla collaborazione tra sanità pubblica e imprese private quando entrambe operano per tutelare i cittadini. La priorità, ha aggiunto, deve andare alle persone fragili, che non possono sostenere da sole il costo delle cure.
Ricerca e sicurezza nazionale
Nel suo intervento, Schillaci ha chiesto alle aziende di rafforzare gli investimenti, sviluppare nuova ricerca e creare occupazione qualificata. Alle istituzioni ha invece attribuito il compito di garantire norme comprensibili, tempi definiti e una programmazione che non si fermi al singolo esercizio di bilancio.
Il ministro ha invitato a considerare la sanità come un investimento per il Paese, non soltanto come una spesa da ridurre. La capacità di produrre internamente farmaci e strumenti necessari alle cure, ha osservato, rappresenta anche una forma di sicurezza nazionale, soprattutto quando si verificano carenze di medicinali essenziali.
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I dati dello stabilimento di Latina
Lo stabilimento celebrato nell’evento produce ogni anno oltre quattro miliardi di compresse. Quasi tutta la produzione viene inviata all’estero e raggiunge più di 100 Paesi, collegando Latina a pazienti e sistemi sanitari di diverse aree del mondo.
Nel 2025 la provincia di Latina ha registrato esportazioni superiori a 10 miliardi di euro, con oltre 8 miliardi attribuiti al comparto farmaceutico. Il dato ha collocato il territorio al secondo posto in Italia per l’industria del farmaco; nel Lazio, inoltre, circa metà delle vendite oltreconfine proviene dall’industria della salute.
Accesso alle cure e continuità
Per Schillaci, il valore dell’innovazione si misura nella sua capacità di arrivare ai pazienti, indipendentemente dal reddito o dal luogo di residenza. «La salute non dovrebbe essere il terreno sul quale si gioca una partita elettorale», ha detto, sostenendo la necessità di accordi duraturi su un settore i cui risultati possono emergere dopo 5 o 10 anni.
Il ministro ha osservato che dietro i dati economici ci sono lavoratori che trovano un motivo per restare sul territorio e competenze che alimentano la ricerca. Quando un’impresa sanitaria opera in modo efficace, ha spiegato, non sostiene soltanto l’economia: mette a disposizione dei medici terapie nuove e offre alle famiglie possibilità che prima non esistevano.
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