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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

San Pietroburgo sotto attacco: 127 droni e il terminal in fiamme

Raid notturno nella regione russa: colpiti un impianto petrolifero, un centro dati e un ponte, mentre i detriti provocano danni e blackout

Nessuna vittima è stata segnalata dopo il vasto raid notturno attribuito alle forze ucraine nell’area di San Pietroburgo. L’attacco ha comunque provocato incendi, danneggiato edifici e automobili e lasciato alcune zone della regione senza elettricità.

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Danni e blackout dopo il raid

Secondo Aleksandr Drozdenko, governatore della regione, la difesa aerea russa ha distrutto 127 droni. I frammenti di uno degli apparecchi hanno colpito quattro vetture lasciate in un parcheggio, mentre altri resti sono caduti su una casa nei pressi di Kirovsk e su un condominio a Vsevolozhsk.

Le linee elettriche sono state raggiunte da ulteriori detriti, con conseguenti interruzioni della fornitura. Nell’area dello scalo di Pulkovo, invece, diversi voli hanno subito variazioni. Le autorità non hanno riferito di vittime, ma hanno confermato la presenza di incendi legati all’attacco.


Tre obiettivi nel mirino

Tra i siti colpiti figurerebbe il terminal petrolifero di San Pietroburgo, dove immagini realizzate dai residenti mostrerebbero fiamme e una colonna di fumo. I filmati diffusi online sembrano documentare anche l’impatto di un drone contro un ponte cittadino a otto corsie.

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Un altro obiettivo indicato dai mezzi d’informazione statali russi è un centro dati collegato a VKontakte, società russa attiva nel settore delle reti sociali. Le autorità hanno sostenuto che il servizio non avrebbe subito conseguenze significative e che le piattaforme digitali nel Paese sarebbero rimaste operative.


Esplosioni nella notte russa

I canali ucraini di monitoraggio Exilenova+ e Supernova+ hanno indicato nelle 2:50, ora locale, l’inizio dell’offensiva con i droni. Le registrazioni effettuate dagli abitanti mostrano velivoli in cielo, lampi improvvisi e i sistemi di difesa aerea impegnati sopra la città.

San Pietroburgo si trova a 856 chilometri dal confine con l’Ucraina. La distanza non ha impedito che l’operazione coinvolgesse più infrastrutture strategiche della regione, anche se la portata complessiva dei danni resta ancora da chiarire.

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