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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Sakhalin, reporter giapponese nel mirino: l’accusa di Mosca

Il Servizio di sicurezza federale russo ha fermato un corrispondente di Hokkaido Shimbun, sospettato di lavorare per un’agenzia d’intelligence giapponese.

Un giornalista giapponese è stato fermato a Sakhalin, nell’Estremo Oriente russo, con l’accusa di spionaggio. Il caso riguarda un corrispondente di Hokkaido Shimbun assegnato alla redazione di Yuzhno-Sakhalinsk.

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L’accusa del servizio russo

A comunicare l’operazione è stato il Servizio di sicurezza federale russo, secondo cui il reporter avrebbe agito per conto di un’agenzia d’intelligence giapponese. L’uomo risultava accreditato presso il ministero degli Affari Esteri russo.

In una nota, il servizio ha riferito che sono state fermate quelle che ha definito le attività illegali del cittadino giapponese. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze del fermo né sulle contestazioni specifiche mosse al corrispondente.

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Il ruolo del quotidiano giapponese

Il giornalista lavorava per Hokkaido Shimbun ed era collegato alla sua sede di Yuzhno-Sakhalinsk, principale centro amministrativo della regione di Sakhalin. La sua presenza nell’area era quindi formalmente riconosciuta dall’accreditamento presso le autorità diplomatiche russe.

Il Servizio di sicurezza federale ha tuttavia sostenuto che l’attività professionale nascondesse un incarico di raccolta d’informazioni per il Giappone. La comunicazione ufficiale non indica, al momento, quali elementi abbiano portato all’ipotesi di spionaggio.

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