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Attualità 2 min di lettura6 giorni fa

Russia, l’offensiva ibrida si sposta sul Mediterraneo: giovani e social nel mirino

Cyberattacchi, disinformazione e uso dei flussi migratori entrano nel perimetro delle analisi italiane, con particolare attenzione alla propaganda rivolta ai più giovani.

Sui telefoni dei più giovani si sta giocando una delle partite più insidiose. Le analisi dell’intelligence mettono infatti sotto osservazione siti, creator e profili poco noti ma capaci di far circolare contenuti manipolati e messaggi sempre più radicali, soprattutto su TikTok.

Il rischio non riguarda solo ciò che viene detto, ma il metodo con cui viene diffuso. La preoccupazione cresce quando idee di estrema destra e posizioni filorusse raggiungono ragazzi ancora in età scolastica, alimentando polarizzazione e distanza dai principi democratici.


La pressione russa cambia volto

Non serve un ingresso fisico di mezzi militari per far arrivare la minaccia in Italia. È questo lo scenario considerato dagli apparati italiani, che da tempo studiano una forma di pressione indiretta, meno visibile di un attacco convenzionale e molto più difficile da attribuire con certezza.

In questo quadro, la tensione può estendersi dall’area orientale europea fino al Mediterraneo. La posta in gioco non è un’azione di guerra tradizionale, ma una strategia capace di incidere dall’interno su fiducia, istituzioni e consenso verso l’Ucraina e l’Unione europea.


Mediterraneo e flussi migratori nel mirino

Il fronte meridionale è diventato uno dei punti più delicati. Cyberattacchi, campagne di influenza e uso strumentale dei movimenti migratori possono trasformarsi in leve di pressione contro i Paesi del Sud Europa, Italia compresa.

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Secondo questa lettura, la minaccia non viaggia più soltanto lungo la frontiera est del continente. Si sposta verso società, reti informative e fragilità interne, dove sabotaggi, spionaggio, interferenze politiche e operazioni ostili possono convivere con la propaganda e con il sostegno a gruppi estremisti.


Il fronte digitale vale quanto quello politico

Negli ultimi anni, la strategia attribuita a Mosca si è fatta più complessa. Dentro lo stesso perimetro finiscono attacchi informatici, manovre economiche ed energetiche, azioni cinetiche ostili e campagne di disinformazione, insieme al tentativo di alimentare divisioni e radicalizzazioni.

Per questo il monitoraggio non si concentra solo sulle strutture tradizionali, ma anche su soggetti che operano online e riescono a intercettare pubblici molto giovani. È lì che, secondo le analisi, la guerra ibrida trova una delle sue forme più efficaci.

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