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Attualità 3 min di lettura47 min fa

Rubio a Jamnagar: la mossa di Trump sul diesel indiano

La visita alla raffineria di Reliance Industries riporta al centro petrolio venezuelano, prezzi del diesel e accordo commerciale tra Washington e Nuova Delhi.

Il luogo scelto da Marco Rubio per una delle tappe meno formali della sua missione in India racconta più di quanto sembri. Dopo Mumbai, il segretario di Stato statunitense ha raggiunto Jamnagar, nel Gujarat, dove sorge il più grande impianto di raffinazione del pianeta: una visita che collega i rapporti con Nuova Delhi alla ricerca di carburanti meno costosi per il mercato americano e internazionale.

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La raffineria al centro della strategia

L’impianto è gestito da Reliance Industries, il gruppo della famiglia di Mukesh Ambani, e può trattare fino a 1,4 milioni di barili di petrolio al giorno. Si tratta di una capacità pari a quasi il 2% della produzione mondiale, con strutture in grado di lavorare anche il greggio ultra-pesante.

Questa caratteristica rende Jamnagar particolarmente adatta a trasformare in carburanti il petrolio venezuelano, che necessita di processi complessi prima di arrivare sul mercato. L’India è già il secondo acquirente di quel greggio, alle spalle degli Stati Uniti, che sostengono l’amministrazione provvisoria insediata a Caracas dopo la cattura di Nicolas Maduro, avvenuta a gennaio.


Il petrolio venezuelano divide gli alleati

Secondo l’obiettivo attribuito a Washington, Nuova Delhi dovrebbe incrementare gli acquisti dal Venezuela e continuare a vendere diesel a prezzi contenuti. Non sono state diffuse dichiarazioni ufficiali sulla visita all’impianto, ma l’ipotesi si inserisce nella più ampia volontà della Casa Bianca di ottenere risultati economici facilmente percepibili dagli elettori statunitensi in vista delle elezioni di metà mandato.

Jamnagar lavora già vicino al limite operativo. Un aumento delle forniture venezuelane, tuttavia, potrebbe spingere l’India a ridurre gli acquisti di greggio russo, diventati una delle principali fonti di attrito tra Washington e Nuova Delhi. Anche la recente apertura di Donald Trump verso Mosca è legata alla necessità di contenere il costo del diesel; diversificare i canali di approvvigionamento potrebbe comunque contribuire a rendere più stabili i mercati.

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L’investimento promesso in Texas

Sul tavolo dei colloqui potrebbe esserci stato anche il progetto annunciato da Trump a marzo: la costruzione di una raffineria di Reliance Industries nei dintorni di Brownsville, in Texas. Da allora, però, non sono arrivati particolari aggiornamenti e alcuni osservatori hanno iniziato a dubitare che l’operazione venga effettivamente realizzata.

La prudenza degli Ambani potrebbe dipendere anche dai loro rapporti con Narendra Modi. La vicinanza tra il gruppo industriale e il primo ministro indiano, unita alla fase delicata delle relazioni economiche con gli Stati Uniti, potrebbe aver trasformato il progetto texano in uno strumento di pressione negoziale.


Washington cerca un’intesa commerciale

Il programma di Rubio sembra essere stato costruito per evitare nuovi contrasti politici con l’India, soprattutto mentre gli Stati Uniti rafforzano i rapporti con il Pakistan, storico rivale di Nuova Delhi. Durante la missione il segretario di Stato non ha incontrato Modi, ma ha avuto un confronto con il suo omologo Subrahmanyam Jaishankar.

La questione commerciale resta comunque centrale. Rubio ha dichiarato che l’accordo tra India e Stati Uniti è «incredibilmente vicino»: l’intesa dovrebbe disciplinare in modo ampio gli scambi bilaterali e ridurre il rischio che Washington introduca nuovi dazi. Per l’amministrazione Trump, anche i progressi sul petrolio e sul diesel possono diventare un risultato da spendere davanti agli elettori.

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