Roy Chen vede una speranza nelle elezioni israeliane
Lo scrittore ha seguito le proiezioni a Tel Aviv con quaranta amici, tra entusiasmo e timori
Roy Chen ha seguito la chiusura delle urne in Israele insieme a quaranta amici, in un appartamento nel nord di Tel Aviv. Lo scrittore e drammaturgo ha accolto le prime proiezioni con un sentimento diviso tra entusiasmo e apprensione.
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L’attesa nel nord di Tel Aviv
Il gruppo ha trascorso la serata davanti al Canale12, aspettando i primi dati sulle elezioni. Il conto alla rovescia è stato accompagnato, secondo Chen, da «un’emozione enorme ma anche una grandissima paura».
Quando le urne sono state chiuse, l’autore ha reagito con una frase breve: «C’è speranza!». L’attesa, però, si è trasformata in una lunga notte, senza ancora un esito definitivo.
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Il voto degli arabi israeliani
Nel commentare il risultato elettorale, Chen ha definito il voto degli arabi israeliani una festa della democrazia. La loro partecipazione è stata indicata dallo scrittore tra gli elementi più significativi della consultazione.
L’entusiasmo per la possibilità di cambiare il corso politico del Paese è rimasto accompagnato dalla cautela. Per Chen, infatti, la speranza non coincide ancora con un lieto fine: il percorso è tutt’altro che concluso.
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