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Attualità 1 min di lettura48 min fa

Roma, condannato il giovane che danneggiò l’Elefantino

Il Gup ha disposto 10 mesi e 20 giorni, sostituiti da lavori per la collettività dopo l’analisi dei filmati

Il 25enne accusato di aver spezzato una zanna dell’Elefantino di piazza della Minerva, a Roma, è stato condannato a 10 mesi e 20 giorni. La decisione è arrivata venerdì 30 ottobre dal Giudice per l’udienza preliminare, che ha subordinato la pena ai lavori di pubblica utilità per un periodo equivalente.

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La ricostruzione dell’episodio

L’atto vandalico risale al 15 febbraio 2026. Il giovane si era arrampicato sul monumento insieme ad altre quattro persone e, durante la salita, una parte della zanna sinistra dell’elefante si era staccata, riportando una frattura.

La statua, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, è conosciuta anche con il nome di Pulcino della Minerva. Il danneggiamento aveva interessato un bene culturale pubblico collocato nel centro storico della Capitale.


Le immagini hanno portato all’identificazione

Gli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale di Roma Capitale hanno esaminato i filmati registrati dalle telecamere della zona. L’analisi ha permesso di ricostruire gli spostamenti del gruppo e di isolare il momento dell’avvicinamento al monumento.

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Le immagini sono state poi messe a confronto con le testimonianze raccolte dagli investigatori, comprese quelle di persone che avevano assistito direttamente o indirettamente ai fatti. L’incrocio degli elementi ha consentito di risalire al 25enne, denunciato per deturpamento e danneggiamento di un bene culturale pubblico.


La pena e i lavori utili

La Procura di Roma aveva coordinato gli accertamenti condotti dalla polizia locale attraverso il Dipartimento Criminalità diffusa e grave. Il procedimento si è concluso con la condanna a 10 mesi e 20 giorni di reclusione.

Il giudice ha però subordinato l’esecuzione della pena detentiva allo svolgimento di attività lavorativa a favore della collettività. La durata dei lavori dovrà corrispondere a quella della condanna stabilita dal tribunale.

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