Regno Unito, l’Ue valuta deroghe per un possibile ritorno
Londra potrebbe conservare sterlina e accordi separati su Schengen, ma non ha ancora presentato alcuna richiesta ufficiale
Il Regno Unito potrebbe tornare nell’Unione europea senza adottare l’euro né entrare nell’area Schengen. A Bruxelles si valuterebbe infatti la possibilità di applicare condizioni specifiche, qualora Londra decidesse di presentare una nuova domanda di adesione.
GioiaPura
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Il progetto del governo britannico
Il premier Andy Burnham ha riaperto il confronto sulla Brexit, sostenendo che l’uscita dall’Unione abbia prodotto più danni che vantaggi. Il suo governo, tuttavia, non intende avviare un percorso formale prima delle prossime elezioni politiche, attese entro luglio 2029.
Burnham incontrerà il 20 novembre a Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’appuntamento servirà a firmare un pacchetto di misure destinato a migliorare i rapporti tra le due parti, ma il premier britannico vuole discuterne anche una revisione più ampia.
Le deroghe già ottenute da Londra
Durante la precedente appartenenza all’Unione, il Regno Unito aveva mantenuto alcune eccezioni rispetto alle regole comuni. Tra queste figuravano il mancato ingresso nella moneta unica e la permanenza fuori dall’area di libera circolazione, sulla base di accordi costruiti nel tempo.
Un funzionario europeo ha spiegato che, pur esistendo criteri abituali per i negoziati di adesione, le condizioni possono cambiare a seconda del Paese. «In teoria esiste un approccio standard, ma nella pratica si vede che c’è maggiore flessibilità. Esistono modelli diversi», ha detto.
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Il consenso degli elettori britannici
Il sostegno a un eventuale ritorno nell’Ue non sarebbe però uniforme. Un sondaggio YouGov indica che il 55% degli elettori vorrebbe annullare la Brexit, mentre il 34% preferirebbe confermare la scelta di restare fuori dall’Unione.
Il rapporto cambia se il rientro comportasse l’obbligo di adottare l’euro e di aderire a Schengen. In quel caso, i favorevoli scenderebbero al 35% e i contrari salirebbero al 43%.
Gli accordi in preparazione
Tra i provvedimenti che saranno discussi a Bruxelles figurano la semplificazione degli scambi di prodotti alimentari, nuovi visti destinati ai giovani e l’integrazione dei sistemi per lo scambio delle emissioni.
Burnham intende inoltre esaminare il possibile ritorno del Regno Unito nel mercato unico o nell’unione doganale. L’ipotesi di una piena adesione all’Ue potrebbe essere inserita nel programma elettorale del Labour, ma per ora non esistono né una richiesta ufficiale né negoziati sul rientro.
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