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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Reggio Emilia, infermiera con la mandibola fratturata dopo l’aggressione

La collega intervenuta per soccorrerla ha avuto sette giorni di prognosi; la minorenne è stata bloccata dalle guardie giurate.

Una infermiera ha riportato la frattura della mandibola dopo essere stata aggredita in un pronto soccorso di Reggio Emilia. L’episodio è avvenuto sabato sera, intorno alle 22, nell’area di triage dell’ospedale Santa Maria Nuova.

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Le conseguenze per le infermiere

La prima operatrice è stata colpita al volto e poi presa a calci mentre si trovava a terra. Per lei i medici hanno stabilito una prognosi di 30 giorni. La collega, intervenuta per aiutarla, ha ricevuto invece una prognosi di sette giorni.

«Sono passati 40 secondi e sembrava un’eternità», ha raccontato l’infermiera ferita più gravemente, descrivendo quei momenti e spiegando che l’aggressione è avvenuta durante il cambio di turno delle guardie giurate. Le due lavoratrici, secondo la Fp Cisl Emilia Centrale, sono state ascoltate dal sindacato dopo l’accaduto.


L’intervento dopo l’allarme

La ragazza, una minorenne italiana che si trovava al triage per alcuni accertamenti, avrebbe reagito all’improvviso quando una delle infermiere si è avvicinata per assisterla. La lavoratrice ha riferito di essersi accovacciata accanto a lei nel tentativo di instaurare un rapporto di fiducia, prima di essere colpita.

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Dopo l’aggressione, una delle due operatrici è riuscita a raggiungere il dispositivo per chiedere aiuto. Le guardie giurate hanno fatto scattare le procedure di emergenza e hanno immobilizzato la giovane. La polizia è arrivata circa dieci minuti più tardi.


Le richieste sulla sicurezza

La dipendente con la prognosi più lunga ha segnalato le difficoltà nel proteggere il personale all’interno del reparto. Ha chiesto una presenza fissa delle forze dell’ordine e strumenti più immediati per avvisare i soccorsi, compresi dispositivi portatili.

La Fp Cisl Emilia Centrale ha ricordato che il pronto soccorso reggiano era già stato teatro di un episodio simile il 24 ottobre, quando un’altra infermiera era stata picchiata. Gennaro Ferrara, responsabile del sindacato, ha dichiarato: «Le nostre colleghe non sono pungiball, entrano in servizio per aiutare le persone e devono poter tornare a casa sane e salve».

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