Premio a Kane: 61 gol col Bayern, 12 con l’Inghilterra
Il centravanti del Bayern Monaco ha chiuso la stagione con 61 reti nel club e 12 con la nazionale
Harry Kane ha vinto il Pallone d’Oro 2026.
GioiaPura
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La nuova vita in Baviera
A Monaco di Baviera l’attaccante inglese ha trovato anche i trofei di squadra che gli erano mancati in patria. Dal trasferimento del 2023 ha conquistato due campionati, due supercoppe e una coppa nazionale con il Bayern Monaco.
Kane si è adattato alla città e alle abitudini locali, fino a partecipare all’Oktoberfest con l’abbigliamento tradizionale bavarese. Parlando della sua esperienza tedesca, ha spiegato: «È diverso da Londra, ma le persone a Monaco di Baviera sono state davvero accoglienti. C’è molto spazio per vivere all’aria aperta ed è fantastico per la mia famiglia. È stata una scelta positiva. Siamo davvero felici qui».
Il nuovo riconoscimento individuale arriva mentre il giocatore guarda già a due obiettivi: la Champions League e l’Europeo 2028 con l’Inghilterra.
Il calcio oltre i gol
Kane è conosciuto anche per l’impegno contro le discriminazioni e per il sostegno alla comunità LGBTQ+. Ha inoltre appoggiato il movimento Le vite nere contano e, in Premier League, ha partecipato a lungo all’inginocchiamento dedicato alla memoria di George Floyd, ucciso dalla polizia statunitense a Minneapolis il 25 maggio 2020.
Il suo profilo pubblico è lontano dagli eccessi spesso associati alle stelle del calcio. Non beve durante la stagione, non ama i tatuaggi né le esposizioni mediatiche e conduce una vita familiare riservata. L’unica passione extra calcistica citata più spesso è il golf.
I numeri della stagione premiata
Il riconoscimento è legato soprattutto al rendimento sul campo. Nel 2025-2026 Kane ha segnato 61 volte con il Bayern Monaco e 12 con la nazionale inglese, chiudendo la migliore annata della propria carriera.
All’inizio della stagione successiva ha aggiunto 10 gol in 12 partite. Con il club bavarese è arrivato a 156 reti in 159 presenze, mentre il totale professionale ha raggiunto quota 543: 452 con le squadre di club e 91 con l’Inghilterra, della quale è il miglior marcatore di sempre.
Il suo repertorio va oltre la finalizzazione. Kane sa arretrare, leggere l’azione come un trequartista e servire i compagni, oltre a essere efficace nel gioco aereo e nelle conclusioni acrobatiche.
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Dagli inizi al Tottenham
Nato il 28 luglio 1993 a Walthamstow, nella zona orientale di Londra, Harry Kane iniziò a giocare a sei anni nei Ridgeway Rovers. A otto anni entrò nell’accademia dell’Arsenal, ma fu allontanato perché ritenuto troppo paffuto.
Nel 2009 il Tottenham lo inserì nel proprio settore giovanile. Dopo i prestiti a Leyton Orient, Millwall, Norwich e Leicester, nel 2013 arrivò l’affermazione in prima squadra. Il primo gol in Premier League risale al 2 novembre 2014, contro l’Aston Villa; nella competizione è arrivato a 213 reti.
La stagione inglese gli ha consegnato numerosi premi personali, ma nessun titolo di squadra. Con il Pallone d’Oro, Kane è diventato il quinto calciatore inglese a ricevere il riconoscimento dopo Michael Owen, premiato nel 2001.
Famiglia e metodo di lavoro
La gestione della carriera è rimasta nelle mani dei familiari: il fratello Charlie è il suo agente, mentre il padre Patrick segue gli aspetti finanziari. Le radici irlandesi dei genitori, originari di Galway, e l’educazione ricevuta hanno contribuito alla sua discrezione.
Kane ha raccontato di aver trascorso l’infanzia giocando a calcio in un parco insieme al padre e al fratello, senza porte né strutture organizzate. Dopo l’uscita dall’Arsenal, il padre lo incoraggiò a continuare e a cercare un’altra squadra.
L’attaccante segue una dieta preparata da uno chef privato, arriva presto al centro sportivo e lascia il campo di allenamento per ultimo. Nel 2019 ha sintetizzato così il suo approccio: «Non esageriamo, non sono un asceta. In estate qualche mojito me lo concedo. Durante l’annata calcistica però non sgarro mai. Ho una routine che rispetto con scrupolo».
Anche a casa prevale la semplicità. La moglie Kate, conosciuta a scuola e sposata nel 2018, gli rispose dopo una tripletta invitandolo a prepararsi una tazza di tè al rientro. La coppia ha quattro figli: Ivy, Vivienne, Louis e Henry.
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