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Attualità 2 min di lettura54 min fa

Pozzallo, 377 animali nascosti in auto: fermato prima del traghetto

Un cittadino maltese è stato bloccato al porto siciliano mentre trasportava testuggini e pappagalli in condizioni giudicate incompatibili con la loro natura

Erano 377 gli animali ammassati all’interno di una vettura diretta al porto di Pozzallo: 300 testuggini e 77 pappagalli che il conducente, un cittadino maltese, avrebbe voluto portare a bordo di un catamarano per raggiungere Malta. Il controllo della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha fermato il trasferimento prima dell’imbarco.


Animali stipati senza condizioni adeguate

L’automobile non disponeva di spazi sufficienti per accogliere un numero così elevato di esemplari. Gli animali erano quindi trasportati in condizioni non compatibili con le loro esigenze e con possibili conseguenze gravi sul loro benessere.

Sul posto sono intervenuti anche i veterinari dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Dai loro accertamenti è emerso che nel veicolo mancava un sistema idoneo a garantire la corretta temperatura necessaria alla tutela della salute degli animali.


Il caso coinvolge specie protette

Gli accertamenti della squadra CITES della Guardia di finanza di Catania-Fontanarossa hanno evidenziato che 76 dei 377 esemplari appartenevano a specie tutelate dalla Convenzione di Washington. Tra gli animali individuati figurano Ara macao, Ara chloropterus, Ara ararauna, Cacatua roseicapilla e Cacatua alba.

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L’operazione rientra nei controlli contro il commercio illegale di fauna protetta, un’attività che può danneggiare gli ecosistemi e alterare il mercato regolare. Per la quantità di animali coinvolti, il sequestro è considerato tra i più importanti eseguiti in relazione a specie sottoposte alla protezione della Convenzione.


Le contestazioni all’automobilista

Il conducente è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Ragusa. A suo carico vengono ipotizzati la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e tali da provocare gravi sofferenze, oltre alla violazione della normativa italiana che applica la Convenzione di Washington.

Il trattato, sottoscritto nel 1973, mira a proteggere flora e fauna selvatiche minacciate dal commercio ed è stato adottato dalla quasi totalità degli Stati membri delle Nazioni Unite.

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