Palermo trema per il sisma 5.0: evacuazioni e controlli in Sicilia
La scossa nel Tirreno meridionale è stata sentita fino a Catania: scuole, uffici e Palazzo Comitini evacuati in via precauzionale, senza feriti né danni segnalati.
L’area marina a nord delle Eolie si trova in un contesto geologico particolarmente articolato, segnato dall’interazione tra strutture tettoniche e apparati vulcanici dell’arcipelago. La sequenza registrata nelle ultime ore resta quindi sotto osservazione da parte degli esperti, che stanno analizzando la posizione degli epicentri e l’evoluzione dei movimenti.
Le prime ricognizioni non hanno evidenziato feriti o problemi agli edifici. Vigili del fuoco e Protezione civile stanno comunque completando i controlli, soprattutto nelle strutture pubbliche e negli istituti scolastici interessati dalle evacuazioni.
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Controlli precauzionali nelle città
A Palermo l’onda sismica ha provocato l’uscita ordinata di studenti, dipendenti e cittadini da diversi edifici. Gli alunni sono stati accompagnati nei cortili degli istituti, mentre il personale di uffici e strutture pubbliche ha lasciato temporaneamente i locali per consentire le verifiche.
Anche Palazzo Comitini, sede della Città metropolitana di Palermo, è stato sgomberato. L’incontro con alcuni studenti arrivati dopo un corteo mattutino non si è svolto ed è stato spostato a martedì prossimo.
Misure analoghe sono state adottate in altre zone della Sicilia. A Trapani è stato fatto evacuare il palazzo di giustizia, mentre a Lipari hanno lasciato la scuola elementare gli alunni e il personale del Comune.
La sequenza scuote il Tirreno
Il terremoto più intenso è stato preceduto da diversi eventi ravvicinati. Alle 11.04 è stata rilevata una scossa di magnitudo 3.3, con ipocentro a 9 chilometri; alle 11.51 ne è seguita una di magnitudo 4.3, localizzata in mare a nord delle Eolie e a 24 chilometri di profondità.
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Cinque minuti più tardi, alle 11.56, i sismografi hanno registrato un movimento di magnitudo 3.6, con ipocentro a 32 chilometri. L’attività è proseguita fino alla scossa principale, segnalata intorno alle 12.19.
Paura fino a Catania
Il sisma di magnitudo 5.0 ha interessato il Tirreno meridionale nella tarda mattinata di venerdì 23 ottobre. Il movimento è stato avvertito con chiarezza a Palermo, in diversi comuni della provincia e anche nell’area di Catania, spingendo molte persone a uscire da case, uffici e edifici pubblici.
La scossa ha rappresentato il culmine di un’attività iniziata il giorno precedente nello stesso tratto di mare. Giovedì l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia aveva rilevato quattro terremoti in poco più di tre ore; durante la notte e nella mattinata di venerdì si erano poi aggiunti altri due eventi, rispettivamente di magnitudo 3.4 e 3.9.
Monitoraggio ancora in corso
La vicinanza tra i diversi epicentri mostra una concentrazione dell’attività nello stesso settore del Tirreno meridionale. Saranno gli approfondimenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a definire meglio la sequenza e i possibili rapporti tra i terremoti registrati.
Nel frattempo proseguono le ispezioni negli edifici coinvolti. Le informazioni disponibili finora escludono conseguenze gravi, ma le verifiche tecniche non sono ancora concluse.
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La sequenza è iniziata in mattinata nel Tirreno meridionale, con epicentro in mare a nord-ovest delle Eolie: per ora non risultano vittime né danni.
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