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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Oleshky, il pressing del Papa su Putin: tregua per i civili

Durante il secondo colloquio diretto dall’inizio del pontificato, Leone XIV ha chiesto un corridoio umanitario e Mosca ha accettato di coordinarsi con il Vaticano.

La crisi umanitaria di Oleshky è stata al centro della telefonata tra Papa Leone XIV e Vladimir Putin. Dal Policlinico Gemelli di Roma, dove sta affrontando la convalescenza dopo un intervento chirurgico, il Pontefice ha chiesto al presidente russo una sospensione immediata delle ostilità nella città della regione di Cherson.

L’obiettivo indicato dalla Santa Sede è permettere l’arrivo di cibo e medicinali, oltre a rendere possibile l’uscita volontaria e sicura degli abitanti. Il Cremlino ha accolto con favore la richiesta e ha manifestato disponibilità a collaborare sulle iniziative destinate alla popolazione locale.

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Oleshky al centro della telefonata

Leone XIV ha espresso forte apprensione per le condizioni dei civili, secondo la ricostruzione diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede. L’appello rivolto a Mosca punta a creare una pausa sufficiente per organizzare i soccorsi e mettere in sicurezza chi desidera lasciare la zona.

Durante il colloquio, il Vaticano ha confermato di voler sostenere ogni percorso utile a riaprire il dialogo e favorire una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina. La richiesta per Oleshky rappresenta quindi il passaggio più concreto affrontato dai due leader nella conversazione.


Mosca apre al coordinamento

Il Cremlino ha definito lo scambio costruttivo e basato sul rispetto reciproco. Putin ha ringraziato il Pontefice per l’impegno umanitario e per la disponibilità a contribuire alla ricerca di una soluzione alla guerra, arrivando a dirgli: «La ringrazio per i suoi sforzi sulla pace».

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La presidenza russa ha però attribuito alle autorità di Kiev la responsabilità della situazione nella città di Cherson e ha riferito di aver fornito al Papa chiarimenti sulle proprie posizioni. Nella stessa nota, Mosca ha detto di sostenere l’intenzione vaticana di favorire la sicurezza degli abitanti e la consegna dei beni essenziali; le due parti, sempre secondo il Cremlino, hanno concordato di coordinare le rispettive attività.


Il secondo contatto dall’insediamento

La telefonata segna il secondo rapporto diretto tra Leone XIV e Putin da quando il Papa ha iniziato il suo mandato. Il primo colloquio risale al 2025, mentre nei mesi successivi il Vaticano ha mantenuto aperti i canali diplomatici con Mosca.

A fine agosto il Segretario per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, si è recato nella capitale russa. Alla fine di settembre è arrivato anche il cardinale Matteo Zuppi, incaricato di seguire in particolare i dossier umanitari.

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