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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Nove ore al largo, la ciambella decisiva: così è sopravvissuto un 65enne

Il pescatore di Mazara del Vallo è stato recuperato cosciente ma in ipotermia dopo il naufragio della sua imbarcazione.

Quando i soccorritori lo hanno raggiunto, era ancora cosciente nonostante nove ore trascorse in acqua. Il pescatore, 65 anni e residente a Mazara del Vallo, è stato recuperato dalla Guardia Costiera e accompagnato in ospedale per ricevere le cure necessarie.

A proteggerlo dal rischio di sprofondare è stato il salvagente che indossava. L’oggetto, acquistato su insistenza della moglie per le sue abituali uscite domenicali, si è rivelato determinante dopo il rovesciamento della barca.

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Il ritrovamento dopo nove ore

Le operazioni si sono concluse intorno alle 19, quando l’equipaggio di una motovedetta ha avvistato l’uomo nell’area di Torretta Granitola. Si trovava a circa due miglia dalla costa, molto provato e con i sintomi dell’ipotermia, ma ancora in grado di restare cosciente.

Le prime cure sono state praticate direttamente dai soccorritori. In seguito il 65enne è stato trasferito all’ospedale di Mazara del Vallo, dove i sanitari hanno proseguito l’assistenza.


La moglie aveva già dato l’allarme

L’allarme era scattato quando il pescatore non aveva fatto ritorno. La moglie, preoccupata, aveva contattato la capitaneria di porto, permettendo l’avvio delle ricerche mentre l’uomo era ancora disperso in mare.

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Gli uomini impegnati nelle operazioni avevano individuato l’imbarcazione a circa tre miglia dal porto. Il natante era capovolto e quasi del tutto sommerso, ma inizialmente non c’erano tracce del suo proprietario.


Il naufragio durante la battuta di pesca

L’incidente risale al 18 ottobre, durante una consueta uscita di pesca nelle acque tra Mazara del Vallo e Torretta Granitola. Attorno alle 10 la barca ha iniziato a imbarcare acqua, fino a ribaltarsi e affondare in breve tempo.

Nel poco tempo a disposizione, il pescatore è riuscito ad afferrare la ciambella salvagente e a sistemarla addosso prima di finire in mare. È rimasto aggrappato al dispositivo per nove ore, fino all’arrivo della motovedetta e al recupero.

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