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Attualità 1 min di lettura6 ore fa

Novaja Gazeta chiusa, la figlia di Politkovskaja accusa Mosca

Vera Politkovskaja ricorda la madre uccisa nel 2006 e denuncia la decisione contro il giornale per cui lavorava

La chiusura di Novaja Gazeta è stata ufficializzata ieri. Vera Politkovskaja, figlia 46enne della giornalista assassinata nel 2006, considera il provvedimento un attacco alla memoria della madre.

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L’accusa di Vera Politkovskaja

«Chiudere il giornale per cui lavorava quando è stata assassinata è l’ultimo sfregio del sistema russo a mia madre», ha detto Vera. Secondo la figlia, a Mosca il nome di Anna Politkovskaja è ormai visibile soltanto sulla sua tomba.

Le sue parole, però, non indicano distacco dal dolore. La dichiarazione accompagna la denuncia di una decisione che colpisce il quotidiano legato all’attività professionale della giornalista e alla sua opposizione al potere russo.


La chiusura del quotidiano

Vera ha spiegato di non essere rimasta sorpresa dall’ufficializzazione. «Sapevo già che sarebbe successo, con ieri si è avuta l’ufficializzazione», ha affermato parlando della chiusura di Novaja Gazeta.

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Il giornale era l’ultimo quotidiano di opposizione ancora presente in Russia. Anna Politkovskaja vi lavorava quando fu uccisa nel 2006, durante le sue indagini sull’operato di Vladimir Putin.


Il ricordo di Anna Politkovskaja

La giornalista era nota per le inchieste condotte contro il potere e per il lavoro svolto in un ambiente sempre più ostile alla stampa indipendente. La sua morte aveva legato in modo definitivo il suo nome a Novaja Gazeta.

Con la cessazione del giornale, sostiene la figlia, anche quello spazio di memoria viene colpito. Per Vera, il provvedimento rappresenta quindi l’ultimo gesto di un sistema che cerca di cancellare il ricordo della madre.

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