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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Netanyahu resta primo, il Likud perde seggi senza maggioranza

Gli exit poll indicano equilibrio tra i blocchi: il partito del premier arretra, ma conserva il primato

Gli exit poll delle elezioni israeliane indicano un sostanziale equilibrio tra i due schieramenti. Il Likud arretra e non raggiunge la maggioranza, ma resta il partito più votato, lasciando a Benjamin Netanyahu la possibilità di tentare ancora la formazione di un governo.

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Il premier cerca una via d’uscita

Il risultato non consegna una vittoria netta al premier, ma neppure lo estromette dalla partita. Se il pareggio tra i blocchi sarà confermato, Netanyahu potrebbe trovarsi di nuovo nella posizione che in passato gli ha consentito di superare impasse politiche e negoziare una maggioranza.

La sua permanenza al vertice arriva tre anni dopo la strage che ha provocato 1.200 morti e il trasferimento di 250 ostaggi a Gaza. La campagna elettorale del premier si è concentrata soprattutto sui temi della sicurezza e della paura, una linea che gli exit poll sembrano premiare almeno con la conferma del primato del Likud.


Il Likud arretra ma resta primo

Il partito di Netanyahu perde seggi rispetto al precedente appuntamento elettorale e non dispone dei numeri necessari per governare da solo. Tuttavia, nessun altro partito emerge con una forza sufficiente per chiudere la partita a proprio favore.

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Il dato lascia aperta la possibilità di nuove trattative tra forze politiche diverse. Netanyahu, soprannominato «Bibi il mago», ha già dimostrato più volte di saper sfruttare situazioni parlamentari complicate per restare al potere.


Un equilibrio ancora da verificare

Le proiezioni diffuse nella notte non rappresentano ancora il risultato definitivo. La composizione della maggioranza dipenderà dalla conferma dei seggi assegnati ai partiti e dalla capacità dei due blocchi di raccogliere alleati.

Per il premier, il primo posto del Likud costituisce quindi la base da cui ripartire. L’arretramento del partito rende il percorso più difficile, ma l’equilibrio tra gli schieramenti mantiene aperta la sua permanenza alla guida del governo.

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