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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Meloni chiede unità sull’Ucraina, Bruxelles condivide la linea

La Commissione sostiene il coinvolgimento europeo nei negoziati e richiama il ruolo delle istituzioni dell’Unione

La Commissione europea ha sostenuto la richiesta di Giorgia Meloni per una posizione comune dell’Unione nei futuri colloqui sull’Ucraina. Bruxelles ha riconosciuto la necessità di definire una rappresentanza europea e una linea condivisa.

Dalla Russia, intanto, il Cremlino ha accusato i Paesi europei di non avere ancora stabilito chi possa parlare a loro nome con Mosca. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito la situazione una prova di “prolungata indecisione e impreparazione”.

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Il sostegno della Commissione

La portavoce dell’esecutivo comunitario Paula Pinho ha confermato che la lettera inviata da Meloni ad Antonio Costa è arrivata anche a Ursula von der Leyen. Nel documento la presidente del Consiglio ha sollecitato un maggiore coordinamento tra i 27 Stati membri sul futuro dell’Ucraina.

Pinho ha spiegato che la Commissione concorda sull’esigenza di coinvolgere l’Europa nei negoziati per una pace stabile e duratura. Secondo Bruxelles, gli Stati membri devono inoltre difendere i propri interessi con una posizione coerente e sostenere Kiev in modo unito.

Costa ha ricordato che gli interessi dell’Unione devono essere rappresentati dalle istituzioni europee, nel rispetto dei Trattati. La portavoce della Commissione ha dichiarato: “Siamo d’accordo anche su questo”.


Il vertice alla sede Nato

La reazione italiana è arrivata dopo due giorni di incontri organizzati presso la sede della Nato a Bruxelles. Al tavolo sono state invitate delegazioni di Ucraina, Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, oltre a rappresentanti dell’Alleanza e della Banca Mondiale.

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L’Italia e altri Paesi dell’Unione non hanno preso parte alla riunione. A rendere la questione più delicata è stata inoltre la presenza di esponenti di BlackRock, società privata di investimento statunitense, riferita da Rustem Umerov, capo dei servizi segreti ucraini all’estero.

La partecipazione della società finanziaria è stata segnalata mentre diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno fornito all’Ucraina miliardi di euro in aiuti economici e militari dall’inizio del conflitto. La Commissione, nella sua risposta, non ha fatto riferimenti diretti alla composizione dell’incontro né alla presenza di BlackRock.


Le parole del Cremlino

Peskov ha osservato che gli europei non hanno ancora deciso chi sia autorizzato a rappresentarli nei contatti con la Russia. A suo giudizio, questa mancanza di una delega comune mostra una preparazione insufficiente da parte dell’Europa.

Il portavoce del Cremlino ha comunque distinto tra i diversi temi negoziali. La presenza europea, ha detto, non sarebbe necessaria in ogni discussione, ma diventerebbe indispensabile quando si affronterà il futuro dell’assetto di sicurezza del continente.

Secondo Peskov, un confronto con gli europei sarà inevitabile anche quando si discuterà della sicurezza reciproca tra Russia e Ucraina. Dopo quasi cinque anni di guerra, però, l’Unione non ha ancora indicato con chiarezza chi parlerà per i suoi Paesi ai tavoli diplomatici.

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