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Attualità 1 min di lettura14 ott

Meloni alza il tono su Kiev, ma l’Europa resta il nodo

Gli interventi parlamentari di Giorgia Meloni segnano un passaggio deciso, ma la vera svolta richiederebbe una visione europea più forte e autonoma.

Giorgia Meloni ha scelto il Parlamento per esprimere una posizione combattiva sulla questione di Kiev. Il passaggio, tuttavia, non appare ancora come una trasformazione completa: manca un elemento ritenuto decisivo, cioè l’Europa come orizzonte politico.

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Una svolta ancora incompleta

Il tono degli interventi della presidente del Consiglio è stato particolarmente battagliero. La direzione indicata è quindi più netta rispetto al passato, ma non basta da sola a definire un cambiamento compiuto.

A frenare questa lettura è soprattutto l’assenza di una prospettiva europea pienamente delineata. Senza quel riferimento, la posizione espressa da Meloni resta un passaggio importante, ma non ancora una svolta arrivata fino in fondo.

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Il peso politico dell’Europa

Lo scenario internazionale viene descritto come dominato dagli imperi e dalla forza, in un contesto nel quale i princìpi sembrano avere un peso minore. In una realtà simile, l’Europa avrebbe bisogno di affermarsi come soggetto capace di incidere.

Il punto non riguarda soltanto la dimensione economica o militare, ma anzitutto quella politica. Per contare nel mondo, l’Europa dovrebbe riuscire a presentarsi come una potenza autonoma e riconoscibile: è questo il tassello che, secondo la ricostruzione proposta, ancora manca alla sfida lanciata da Giorgia Meloni.

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