Marocco, la sfida di El Mansouri parte dai giovani: cosa l’attende
La nuova premier dovrà affrontare astensione, proteste giovanili, promesse fiscali e preparativi per il torneo iridato del 2030.
Il consenso dei giovani e la capacità di trasformare le promesse in risultati saranno i primi veri banchi di prova per Fatima Ezzahra El Mansouri. La nuova guida del governo marocchino eredita infatti un Paese segnato da una partecipazione elettorale ridotta e da proteste incentrate su lavoro, sanità, scuola e costo della vita.
A rendere ancora più complesso l’avvio del mandato ci sono gli impegni economici annunciati dal PAM, il partito da lei guidato, e l’organizzazione della Coppa del Mondo del 2030, che il Marocco ospiterà con Spagna e Portogallo. La sua nomina, intanto, ha già segnato una svolta: El Mansouri è la prima donna chiamata a dirigere un esecutivo marocchino.
La prova più delicata sarà generazionale
Il movimento GenZ 212 ha portato migliaia di giovani nelle piazze dal settembre 2025, chiedendo interventi concreti su occupazione, istruzione, assistenza sanitaria e condizioni quotidiane. Le proteste hanno preceduto il voto e hanno contribuito a riportare al centro dell’agenda politica il malessere delle nuove generazioni.
Anche la scarsa affluenza racconta la distanza tra cittadini e istituzioni. Gli elettori che hanno votato sono stati circa 6 milioni su 15.861.021 iscritti, pari al 38,08%. Nel 2021 la partecipazione era arrivata al 50,86%, mentre nel 2016 si era fermata al 42,27%.
Promesse costose e conti pubblici
Il PAM ha messo sul tavolo un obiettivo ambizioso: favorire la nascita di 1 milione di nuovi posti di lavoro. Nel programma figurano anche misure per aumentare i salari, rafforzare la protezione sociale, migliorare la sanità e sostenere le condizioni di vita.
Tra le proposte con il maggiore impatto finanziario c’è la revisione dell’imposta sul reddito. Il partito vorrebbe escludere dalla tassazione gli stipendi fino a 15mila dirham mensili, circa 1.370 euro, e portare al 20% l’aliquota più elevata. Il costo stimato supera i 30 miliardi di dirham ogni anno: la Legge finanziaria 2027 sarà quindi uno dei primi test per capire come coprire il mancato gettito senza indebolire i conti dello Stato.
Accanto alla politica economica, il nuovo esecutivo dovrà seguire i lavori e gli investimenti legati alla competizione calcistica globale del 2030. L’appuntamento richiederà risorse significative e sarà uno dei principali impegni della legislatura.
Una carriera costruita a Marrakech
Nata nel 1976 a Marrakech, El Mansouri si è laureata in giurisprudenza all’Università Mohammed V. Ha poi completato la preparazione professionale in Francia e negli Stati Uniti, concentrandosi sul diritto commerciale e societario.
Il suo ingresso nel PAM risale al 2008. Un anno più tardi è diventata sindaca di Marrakech, prima donna a ottenere quell’incarico nella città. Ha lasciato la funzione nel 2015, per tornarvi nel 2021.
Nell’ottobre dello stesso anno è entrata nell’esecutivo guidato da Aziz Akhannouch come ministra della Pianificazione nazionale, dello sviluppo urbano, dell’edilizia abitativa e delle politiche urbane. Dal 2024 occupa inoltre un ruolo nella direzione del PAM.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Alla vigilia della designazione, respingendo l’etichetta di politica inflessibile, aveva dichiarato: «Non sono una donna d’acciaio o di ferro. Sono una combattente libera». La sua ascesa rappresenta una novità anche nel panorama arabo: prima di lei, soltanto la tunisina Najla Bouden aveva guidato un governo nella regione.
Il voto ridisegna gli equilibri
La scelta di Mohammed VI è arrivata dopo il risultato che ha consegnato al PAM 97 deputati su 395 alla Camera dei rappresentanti. Il RNI, forza che aveva espresso il governo nella legislatura precedente, ha ottenuto 66 seggi; l’Istiqlal ne ha conquistati 65, il PJD 54 e il Movimento popolare 29.
Il recupero del PJD, formazione islamista moderata, è uno degli elementi più rilevanti emersi dalle urne. Dopo essere crollato da 125 seggi nel 2016 a 13 nel 2021, il partito è risalito a 54 rappresentanti, guadagnandone 41 in una sola legislatura. Per l’analista politico Abdelrahim Al-Allam, una parte della classe media avrebbe scelto il PJD anche per esprimere scontento verso le forze liberali.
La Costituzione del 2011 descrive il Marocco come una monarchia costituzionale, democratica, parlamentare e sociale. Il sovrano conserva tuttavia prerogative estese: individua il capo del governo nel partito più votato, nomina i ministri su sua proposta e mantiene competenze decisive su esteri e Interni. Presiede inoltre il Consiglio dei ministri, chiamato a occuparsi delle principali scelte statali, del bilancio e delle questioni militari.
Il confronto interno e i dubbi sul voto
Tra i possibili candidati alla guida dell’esecutivo era stato valutato Fouzi Lekjaa, ministro del Bilancio e presidente della Federazione calcistica marocchina. Il suo ingresso nel PAM poco prima delle elezioni aveva alimentato le ipotesi di una sua designazione, ma il re ha infine affidato l’incarico a El Mansouri.
Dopo i primi risultati, la nuova premier aveva ricordato che la nomina spettava al sovrano e si era detta pronta ad accettare l’incarico. Nei confronti di Lekjaa aveva inoltre descritto i rapporti come improntati all’«armonia».
La consultazione è stata accompagnata anche da filmati diffusi sulle reti sociali, che hanno sollevato interrogativi su possibili irregolarità a Tangeri. Cinque persone sono state arrestate e il sindaco è stato fermato e posto sotto controllo della polizia nell’ambito di un’indagine.
Le immagini riguardavano un seggio della scuola Al-Quds. Un video mostrava una borsa che, secondo le ricostruzioni circolate in rete, avrebbe contenuto schede già segnate per un candidato del PAM; un altro riprendeva una teca trasparente con buste considerate sospette. Il partito ha respinto le accuse, definendole una «campagna diffamatoria e orchestrata» e un «complotto politico», e ha chiesto che i fatti venissero esaminati dalla magistratura.
La designazione di El Mansouri è arrivata dunque in un quadro politico profondamente rinnovato, dopo un voto caratterizzato da forte astensione e da un diverso equilibrio tra i partiti. La nuova premier dovrà ora misurarsi con le aspettative sociali, con il costo delle riforme promesse e con la necessità di ricostruire fiducia soprattutto tra i cittadini più giovani.
Continua a leggere
Merz non arretra sull’Ucraina: Berlino prepara la risposta agli attacchi ibridi
Il cancelliere tedesco assicura che gli aiuti a Kyiv continueranno e avverte: eventuali nuove offensive saranno affrontate con fermezza
Petrolio, il Brasile firma il terzo record: numeri mai visti
L’estrazione ha raggiunto 4,615 milioni di barili quotidiani, mentre anche il gas ha segnato il suo massimo storico
Argentina, TotalEnergies prepara 10 miliardi: la nuova sfida energetica
Il gruppo francese punta a rafforzare le attività in Terra del Fuoco e a Vaca Muerta con due interventi tra produzione offshore e sviluppo di idrocarburi
Francia, 900 proteste e il clima si fa più duro
La mobilitazione studentesca si estende a ogni dipartimento, mentre il ministro Geffray convoca associazioni e genitori per venerdì.