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Manovra, la partita dei miliardi: Tajani chiede più spazio all’Ue

Il governo punta a ottenere margini aggiuntivi per sostenere energia e difesa, nel rispetto delle regole europee e attraverso investimenti.

La trattativa sui fondi destinati all’energia e alla difesa sarà uno dei passaggi decisivi per definire gli spazi della prossima manovra. Giancarlo Giorgetti, attualmente a Bangkok, sarà coinvolto nei negoziati al suo rientro: sul tavolo ci sono 7 miliardi per l’energia e altri 7 miliardi per la difesa.

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Energia e difesa al centro del confronto

Secondo Antonio Tajani, il confronto dovrà chiarire sia le modalità di applicazione della clausola nazionale di salvaguardia, indicata con l’acronimo Nec, sia la destinazione delle risorse. La priorità, ha spiegato il ministro degli Esteri, riguarda soprattutto il capitolo energetico.

L’esecutivo intende muoversi all’interno del quadro europeo e utilizzare le somme per finanziare investimenti. Tajani ha escluso invece una riduzione delle accise come strumento per impiegare quei fondi, precisando che il rispetto delle regole dell’Unione europea resterà il riferimento dei negoziati.


Tajani vede spiragli sulla flessibilità

A Bruxelles, intervenendo a margine dell’incontro preparatorio dei Popolari europei, Tajani ha riferito di percepire segnali incoraggianti dalla trattativa con la Commissione europea. «Io sono ottimista», ha detto, pur chiarendo che la decisione finale non è ancora arrivata.

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Il vicepresidente del Ppe sostiene la necessità di ampliare i margini concessi all’Italia nell’ambito del patto di stabilità, così da affrontare gli effetti della crisi energetica senza rinunciare agli obiettivi di crescita. La posizione italiana, ha aggiunto, continuerà a essere sostenuta nel confronto con le istituzioni comunitarie.


Nel mirino anche Ets ed Ets 2

Tra i temi indicati da Tajani figurano anche Ets ed Ets 2, i meccanismi europei legati al mercato delle emissioni. Per il ministro, l’attuale impostazione rischia di pesare sull’economia italiana e dovrebbe quindi essere modificata.

Tajani ha collegato la richiesta di flessibilità proprio alla necessità di sostenere la crescita e di contenere l’impatto delle misure energetiche. Le parole di Valdis Dombrovskis e Antonio Costa, secondo il ministro, lascerebbero intravedere un orientamento potenzialmente favorevole, ma l’esito dipenderà dalle decisioni della Commissione europea.

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