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Attualità 5 min di lettura59 min fa

Manovra 2027, via libera al testo con nuove imposte

Il testo prevede agevolazioni per giovani e autonomi, aumenti fiscali per alcuni comparti e una rivalutazione pensionistica ridotta.

La manovra 2027 ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato ed è stata trasmessa a Palazzo Chigi. Il Quirinale ha autorizzato l’iter per l’esame parlamentare.

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Le agevolazioni per i giovani

Per i lavoratori dipendenti under 30 è prevista, per un solo anno, un’imposta dell’1% sugli aumenti di reddito fino a 2.500 euro. Il limite reddituale per accedere al beneficio non è ancora stato indicato; il requisito anagrafico dei 30 anni è stato invece illustrato soltanto durante la conferenza stampa.

Un esempio riportato nel dossier riguarda un impiegato di 29 anni con uno stipendio lordo annuo di 30mila euro. Se nel 2027 ottenesse un incremento di 2.500 euro, dopo i contributi Inps del 9,19% verserebbe circa 23 euro di imposte e conserverebbe approssimativamente 2.250 euro, contro i 1.340 euro derivanti dalla tassazione ordinaria. Il vantaggio sarebbe quindi vicino ai 900 euro.

Per gli under 36 sono state confermate anche misure legate all’abitazione. La proroga del Fondo di garanzia per i mutui prima casa arriva al 2029, con coperture fino all’80% e 400 milioni di euro aggiuntivi complessivi. Dal 2027, inoltre, la cedolare secca sugli affitti concordati scenderà all’1% quando il nuovo contratto sarà stipulato con un inquilino sotto i 36 anni.


Partite Iva e imposta forfettaria

La soglia d’accesso al regime forfetario per le partite Iva viene innalzata da 85mila a 100mila euro. Restano le aliquote del 15% e del 5% per le attività appena avviate. Chi oltrepasserà gli 85mila euro senza raggiungere i 100mila potrà rimanere nel regime anche nell’anno seguente, diversamente da quanto previsto oggi.

Con compensi pari a 90mila euro, la combinazione di imposte e contributi scenderebbe, secondo le stime citate nel testo, da circa 33.500 a 26.100 euro, con un beneficio di 7.450 euro. La relazione tecnica prevede che circa 41.000 persone scelgano il regime agevolato.

La Cgil contesta l’equilibrio della misura. Christian Ferrari, segretario confederale dell’organizzazione, ha parlato di una «disparità di trattamento clamorosa», mettendo a confronto il risparmio di circa 10mila euro per un professionista con 100mila euro di compensi e quello di 100 euro destinato a un dipendente con 51mila euro.

Resta da definire il tema dell’Iva. L’esecutivo intende introdurre l’obbligo di addebitarla ai clienti anche per chi fattura fino a 100mila euro, ma l’intervento dovrà essere concordato con Bruxelles.


Irpef e rivalutazione degli assegni

Dal 2027 la fascia Irpef intermedia arriverà a 55mila euro. Sulla parte di reddito compresa tra 50mila e 55mila euro si applicherà un’aliquota del 33%, invece dell’attuale 43%, con un risparmio massimo di 500 euro all’anno.

Il beneficio crescerà in proporzione all’imponibile: 100 euro per chi arriva a 51mila euro, 300 euro a 53mila e 500 euro a 55mila. Sotto la soglia dei 50mila euro non ci sarà alcuna riduzione. Il calcolo riguarda l’imponibile fiscale e l’Irpef precedente alle detrazioni, non lo stipendio lordo. La misura interesserebbe circa 3,2 milioni di contribuenti e avrebbe un costo stimato di 1,3 miliardi di euro; dovrà comunque essere esaminata dalle Camere. L’intervento si aggiunge alla riduzione dal 35% al 33% già prevista per il 2026 e riguarda anche i pensionati.

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La rivalutazione degli assegni resterà integrale fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, cioè 2.447,4 euro calcolati su una pensione minima di 611,85 euro. Tra quattro e cinque volte il minimo, fino a 3.059,25 euro, l’adeguamento sarà dell’85%; la percentuale scenderà poi al 53% fino a 3.671,1 euro, al 47% fino a 4.894,8 euro e al 37% fino a 6.118,5 euro. Oltre dieci volte il minimo si applicherà il 32%.

Nel disegno di legge compare anche un fondo da 850 milioni di euro annui per il periodo 2027-2029, destinato a sostenere l’uscita dal lavoro. La Lega lo considera lo strumento per favorire il superamento della legge Fornero, ma l’impiego delle risorse sarà definito da un successivo provvedimento legislativo, rivolto anche a persone in difficoltà e a eventuali interventi sugli ammortizzatori sociali.


Imposte su banche ed energia

Banche e assicurazioni subiranno un aumento di tre punti percentuali dell’addizionale Ires nel 2027 e nel 2028. La stessa maggiorazione riguarderà le imprese di assicurazione e riassicurazione. Per entrambi i comparti è prevista una detrazione fino a 200mila euro, calcolata sulla differenza tra l’imposta determinata con l’aumento e quella ordinaria.

Per le aziende energetiche l’Irap aumenterà di cinque punti nel primo periodo d’imposta successivo a quello in corso alla fine del 2026 e di tre punti nei due periodi seguenti. La norma impedisce di trasferire il maggior peso fiscale sui prezzi, sia direttamente sia attraverso tariffe, commissioni o altri corrispettivi.

L’imposta sulle transazioni finanziarie raddoppierà dallo 0,4% allo 0,8% del valore dell’operazione. Anche il prelievo sulle negoziazioni ad alta frequenza passerà dallo 0,04% allo 0,08%.


Lavoro e dimensioni della manovra

Le maggiorazioni per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e su turni saranno tassate con un’imposta sostitutiva del 15%, fino a un massimo di 1.500 euro annui. L’agevolazione sarà riservata ai dipendenti che nell’anno precedente hanno avuto un reddito non superiore a 40mila euro.

I dividendi ricevuti dai lavoratori attraverso azioni assegnate in sostituzione dei premi di risultato saranno esenti dall’imposta sul reddito per il 50%, entro il limite annuo di 1.500 euro. È inoltre prevista per il 2027 la proroga dell’imposta forfettaria per chi ha percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati fino a 35mila euro.

Il provvedimento è composto da 157 articoli. Le misure valgono 26 miliardi di euro nel 2027 e 27 miliardi nel 2028; più della metà delle risorse arriva dal deficit, grazie alla clausola di salvaguardia autorizzata dalla Commissione europea sulle spese per difesa ed energia.

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