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Attualità 2 min di lettura29 min fa

Mammografia, adesione in Italia al 58,4% nel 2025

Oltre 4 milioni di donne hanno ricevuto l’invito allo screening, con il Mezzogiorno in crescita di 7 punti

L’adesione allo screening mammografico organizzato ha raggiunto in Italia il 58,4% nel 2025, superando di oltre 4 punti percentuali il dato dell’anno precedente.

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Formazione e responsabilità condivise

Per Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, il rapporto tra radiologi e tecnici deve basarsi sul rispetto delle competenze e sul lavoro quotidiano comune. «La formazione congiunta rappresenta uno strumento importante per migliorare la comunicazione tra professionisti», ha dichiarato, indicando nel confronto tra operatori una leva per condividere procedure e buone pratiche.

L’obiettivo, ha aggiunto Catania, non è sovrapporre ruoli e responsabilità, ma costruire percorsi nei quali ogni professionista possa applicare pienamente le proprie capacità. Secondo la federazione, investire nella collaborazione contribuisce alla qualità e alla sicurezza dell’assistenza sanitaria.

L’aggiornamento professionale è richiesto anche dall’evoluzione delle apparecchiature e dalla maggiore complessità degli esami. La sessione dedicata al tema durante il 52esimo Congresso nazionale della Sirm, organizzato a Milano, ha messo a confronto procedure operative, responsabilità e modelli di lavoro condivisi.


I dati dello screening

Nel 2025 più di 4 milioni di donne hanno ricevuto l’invito a partecipare ai programmi organizzati di prevenzione secondaria. Il tasso di adesione è stato del 66% al Nord, del 55,9% al Centro e del 47,9% nel Sud e nelle Isole, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio nazionale screening.

L’incremento più ampio rispetto all’anno precedente è stato registrato proprio nel Mezzogiorno, dove la partecipazione è aumentata di oltre 7 punti percentuali. La Sirm ha però ricordato che la copertura non comprende ancora tutte le donne che potrebbero aderire ai programmi.

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Come si svolge l’esame

La qualità della mammografia dipende dall’intervento coordinato di più figure. Il tecnico sanitario di radiologia medica cura l’acquisizione delle immagini, mentre il medico radiologo ne esamina il contenuto diagnostico e valuta la necessità di ulteriori accertamenti.

Nicoletta Gandolfo, presidente della Sirm, ha spiegato che la diagnosi precoce richiede immagini tecnicamente valide e una lettura accurata. «Il medico radiologo e il tecnico sanitario di radiologia medica svolgono attività differenti, con responsabilità ben definite, ma il loro lavoro è strettamente collegato», ha affermato.

Il confronto tra le due professionalità riguarda anche tomografia computerizzata e risonanza magnetica. Luca Brunese, presidente eletto della Sirm, ha sottolineato che il lavoro fianco a fianco permette di gestire esami complessi, organizzare meglio le attività e assicurare continuità nell’assistenza.

Carmela Galdieri, presidente dei tecnici sanitari di radiologia medica, ha richiamato inoltre l’attenzione sul corretto posizionamento della paziente, sulla radioprotezione e sulla conoscenza delle apparecchiature. A questi aspetti tecnici si aggiungono la spiegazione della procedura, l’ascolto dei dubbi e la costruzione di un rapporto di fiducia, elementi che possono rendere più serena l’esperienza dell’esame.

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