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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Lagarde annuncia l’addio alla Bce il 7 febbraio

La presidente potrebbe passare al vertice del World Economic Forum, mentre Bruxelles prepara tre nomine in pochi mesi

Christine Lagarde lascerà la presidenza della Banca centrale europea il 7 febbraio. L’uscita anticipata aprirà la trattativa per rinnovare tre incarichi ai vertici dell’istituzione.

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Il possibile incarico a Davos

La nomina di Lagarde alla guida del World Economic Forum potrebbe essere formalizzata a novembre dal consiglio dell’organizzazione con sede a Ginevra. L’obiettivo dei sostenitori dell’ex ministra francese sarebbe presentarla già come presidente designata durante l’incontro annuale di Davos, previsto a gennaio.

Il Forum è guidato attualmente dal co-presidente Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, e dal vicepresidente Andre Hoffmann, dirigente di Roche. Il parziale ritiro del fondatore Klaus Schwab ha aperto la strada a un cambio al vertice. A margine degli incontri del Fondo monetario internazionale a Bangkok, Lagarde aveva confermato la permanenza alla Bce per il 2026, senza però assicurare il completamento del mandato, previsto nell’ottobre 2027.


Le nomine da chiudere

La data del 7 febbraio consentirebbe ai governi europei di scegliere il successore prima delle elezioni presidenziali francesi di primavera. Secondo le ricostruzioni diplomatiche, un eventuale successo di Marine Le Pen renderebbe più complessa la distribuzione degli incarichi nelle istituzioni comunitarie. L’anticipo permetterebbe inoltre a Emmanuel Macron di incidere ancora sulla trattativa e di preservare l’intesa franco-tedesca.

Nel giro di cinque mesi dovrebbero liberarsi tre posti. Isabel Schnabel lascerà il Comitato esecutivo il 3 gennaio per assumere un incarico di vertice al Fondo monetario internazionale, mentre il capo economista Philip Lane concluderà il mandato a maggio. Deutsche Bank, in un’analisi firmata dal capo economista Mark Wall, ritiene che una soluzione complessiva sia più praticabile: «Un accordo a pacchetto che risolve tre posizioni in una volta sola è più facile da un punto di vista politico».

La distribuzione degli incarichi dovrà tenere conto delle regole che impediscono a un solo Paese di occupare due seggi e della necessità di garantire una presenza sia francese sia tedesca nel Comitato esecutivo. Una trattativa separata per ciascuna posizione rischierebbe quindi di produrre veti incrociati. Tra i nomi indicati per la presidenza figurano l’olandese Klaas Knot e lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, entrambi con esperienza ai vertici delle rispettive banche centrali.

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Il calendario europeo

Il primo passaggio potrebbe avvenire all’Eurogruppo del 9 novembre, quando i ministri esamineranno le candidature. Una selezione più avanzata è attesa per il 10 dicembre, mentre il Consiglio europeo del 17 e 18 dicembre dovrebbe occuparsi della decisione finale.

Non è escluso che l’intesa venga raggiunta prima. Il Consiglio europeo straordinario del 26 e 27 novembre, convocato inizialmente per discutere il bilancio pluriennale dell’Unione, potrebbe diventare la sede per approvare il pacchetto di nomine. Dopo le audizioni parlamentari, il nuovo presidente della Bce entrerebbe in carica a Francoforte a ridosso della partenza di Lagarde.


Tassi e continuità monetaria

Secondo le stime riportate nell’analisi finanziaria, il tasso di riferimento potrebbe salire al 2,75% nella riunione di dicembre. Un ulteriore intervento porterebbe il costo del denaro fino al 3%, probabilmente nella riunione di marzo, considerando l’attuale ritmo di una decisione ogni trimestre.

La scelta del successore durante l’inverno garantirebbe al nuovo presidente un mandato pienamente operativo già all’insediamento. La permanenza di Lane fino a maggio assicurerebbe inoltre continuità nella preparazione delle proposte tecniche e ridurrebbe l’incertezza sui mercati durante la fase di ricambio ai vertici.

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