La domanda della figlia, poi i boati: chiamata spezzata al fronte
A Boryspil una madre cerca di proteggere le bambine dalla guerra, mentre il padre combatte nel Donetsk e una videochiamata finisce sotto il rumore delle esplosioni.
Alina non vuole abbandonare Boryspil, dove sono nate le sue figlie. Per rendere meno angosciosi gli allarmi e i rumori dei bombardamenti, cerca di presentarli alle bambine come parte di un gioco, anche se la guerra continua a incombere sulla loro vita quotidiana.
La paura resta dentro casa
La donna vive nella regione di Kyiv insieme alle due figlie, mentre il marito è lontano. Il suo tentativo è quello di schermare Snizhana e la sorella dall’ansia, senza però poter cancellare il pericolo che accompagna ogni sirena e ogni boato.
Yevheniy Borysenko teme soprattutto che gli attacchi possano arrivare fino alla sua famiglia. La distanza rende inoltre molto rare le occasioni in cui riesce a vedere la bambina, trasformando ogni contatto in un momento particolarmente importante.
Un padre sempre più lontano
Yevheniy presta servizio come artigliere nel Donetsk. Alina, invece, è rimasta a Boryspil con le figlie: due luoghi separati dal fronte e da una quotidianità che costringe la famiglia a comunicare soprattutto attraverso lo schermo.
Durante una videochiamata, Snizhana ha rivolto al padre la domanda più semplice e dolorosa: «Papà, quando torni?». Non c’è una risposta concreta capace di ridurre la distanza, né di spiegare a una bambina quando finirà l’assenza del genitore.
La chiamata finisce nel fragore
La conversazione è stata interrotta dall’arrivo di tre esplosioni. Il soldato ha dovuto chiudere il collegamento, lasciando la bambina e la madre dall’altra parte dello schermo mentre il pericolo tornava a imporsi sulla loro comunicazione.
In pochi istanti, la videochiamata ha mostrato tutta la frattura provocata dal conflitto: una figlia che aspetta il ritorno del padre, un uomo impegnato al fronte e una madre che prova a proteggere le sue bambine senza rinunciare alla città in cui sono cresciute.