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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Kinnock scommette su Burnham: la sfida per riportare Londra in Europa

L’ex leader del Labour indica Andy Burnham come argine alla destra populista e critica i progressisti europei per non aver governato gli effetti della globalizzazione.

A 84 anni, Neil Kinnock torna a parlare del futuro della sinistra britannica e affida ad Andy Burnham una missione ambiziosa: riavvicinare Londra all’Unione europea. L’ex leader del Labour considera il suo amico e «padre politico» del primo ministro britannico la figura più adatta a contrastare l’avanzata della destra populista.


Burnham come risposta ai populisti

Secondo Kinnock, Burnham avrebbe le qualità necessarie per affrontare una fase politica segnata dalla crescita delle forze populiste. La sua candidatura, nella lettura dell’ex dirigente laburista, rappresenterebbe quindi una possibile risposta alla destra e alle difficoltà attraversate dai progressisti.

Kinnock sostiene di voler spiegare perché proprio Burnham possa diventare l’uomo giusto per questa battaglia. Tra gli obiettivi che gli attribuisce c’è anche un nuovo rapporto tra Londra e l’Unione europea, fino all’ipotesi di un ritorno del Regno Unito nell’organizzazione.

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La lezione sulla globalizzazione

Nel ragionamento di Kinnock c’è anche una critica rivolta alla sinistra europea. L’errore più grave dei progressisti, afferma, sarebbe stato lasciare senza regole adeguate la globalizzazione, rinunciando così a governarne le conseguenze.

Per l’ex leader del Labour, la correzione di quella scelta dovrebbe accompagnare la risposta alla destra populista. Burnham viene dunque presentato come la figura capace di unire queste due direzioni: un diverso approccio alla globalizzazione e un rapporto più stretto tra Londra e l’Europa.

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