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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Italia, cinque obiettivi dell’Agenda 2030 peggiorati dal 2010

Il rapporto ASviS segnala 22 traguardi su 38 lontani dal 2030, con 5,4 milioni di persone in povertà assoluta.

L’Italia è arretrata rispetto al 2010 su cinque dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Il peggioramento riguarda povertà, acqua e servizi igienico-sanitari, disuguaglianze, tutela della vita terrestre, pace, giustizia e istituzioni solide.

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Giovani e famiglie in difficoltà

Secondo Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile, i dati descrivono una «regressione insostenibile», con costi economici e sociali in aumento e tensioni che alimentano la sfiducia. Le condizioni peggiori ricadono su persone, imprese, istituzioni ed ecosistemi, anche per decisioni pubbliche orientate al vantaggio immediato invece che a investimenti di lungo periodo.

La povertà assoluta coinvolge oltre 5,4 milioni di persone, tra cui 1,1 milioni di minori. Nella fascia tra 25 e 34 anni, i laureati sono il 31,1%, contro il traguardo del 45% previsto per il 2030. Inoltre, circa il 16% degli adolescenti e quasi un giovane su cinque tra 18 e 34 anni presenta un disagio psicologico; più di 600mila minori sono seguiti dai Dipartimenti di salute mentale.


I dati sui cinque arretramenti

Per la povertà, l’incidenza di quella assoluta individuale è cresciuta del 2,9% rispetto al 2010, mentre quella relativa è aumentata del 2,1%. Sul fronte idrico, la dispersione delle reti è salita del 7,7% tra il 2010 e il 2022, raggiungendo il 42,4% nel 2022. Il traguardo fissato per il 2026 richiede una riduzione del 15% rispetto ai valori del 2015.

Anche la disuguaglianza dei redditi segue una traiettoria insufficiente per avvicinarsi ai livelli dei Paesi europei più virtuosi. Per la tutela della vita terrestre, l’indice legato al consumo di suolo è passato da 103,1 nel 2012 a 106,3 nel 2024: soltanto nell’ultimo anno sono stati consumati 13,3 ettari ogni 100mila abitanti. Resta lontano anche l’obiettivo di portare al 30% la quota di aree terrestri protette entro il 2030.


Carcere e giustizia civile

Nel campo della pace, della giustizia e delle istituzioni, il sovraffollamento carcerario era sceso dal 151% del 2010 al 105% del 2020, ma nei cinque anni successivi è risalito al 124%. L’andamento alterno non permette di considerare raggiungibile l’azzeramento previsto entro il 2030.

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Un altro indicatore riguarda la durata dei procedimenti civili, che dovrebbe ridursi del 40% entro il 2026 rispetto al 2019. Sebbene i tempi siano diminuiti nel complesso, il ritmo registrato non appare sufficiente per centrare il risultato stabilito.


Il ritardo sugli altri obiettivi

Nel 2025 sono peggiorati sei obiettivi su 17: oltre a povertà e acqua, il calo ha interessato imprese e innovazione, città sostenibili, parità di genere e collaborazione internazionale. Sul periodo 2010-2025, invece, cinque obiettivi risultano in arretramento, cinque restano sostanzialmente stabili e altri cinque mostrano progressi limitati.

La stabilità riguarda fame, salute, imprese e infrastrutture, città e comunità sostenibili, oltre alle partnership. I miglioramenti contenuti interessano istruzione, parità di genere, energia pulita, lavoro e crescita, nonché la lotta al cambiamento climatico. Incrementi più marcati vengono rilevati soltanto per economia circolare e tutela della vita sott’acqua.


Il rapporto e le proposte

L’undicesima edizione del rapporto dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile valuta l’avanzamento dell’Italia, dei territori e dell’Unione europea verso gli obiettivi dell’Agenda 2030. Il documento, presentato a Roma nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, segnala che soltanto 11 dei 38 traguardi quantitativi esaminati sono raggiungibili o vicini al risultato; cinque hanno un andamento irregolare e 22 non sembrano alla portata del 2030.

Nel periodo 2010-2025, dieci obiettivi presentano una situazione definita insoddisfacente o critica. L’indicatore complessivo che riunisce i 17 indici è cresciuto di meno di tre punti percentuali. L’ASviS propone interventi immediati e per la prossima legislatura su povertà, disuguaglianze, sistema produttivo, transizione ecologica e digitale, salute, istruzione e lavoro, oltre all’adozione della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile attualmente in revisione da parte del Governo.

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