Israele, Eisenkot guida l’opposizione contro Netanyahu
Il generale ha perso un figlio e due nipoti a Gaza e punta sugli elettori moderati e del Likud
Gadi Eisenkot è diventato il principale volto dell’opposizione israeliana a Benjamin Netanyahu. Il generale si presenta agli elettori con un profilo distante dai toni della politica tradizionale.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis
Le posizioni sulla guerra
Eisenkot ha escluso la partecipazione a un futuro governo di unità nazionale guidato da Netanyahu. Tuttavia, secondo gli osservatori, un’emergenza interna o il rischio di nuove elezioni potrebbero modificare gli equilibri e lasciare aperte diverse possibilità.
Sul conflitto con Hamas, il leader di Yashar! ha promesso di arrivare alla sua sconfitta entro 18 mesi, ricorrendo al Piano Trump oppure alla forza. Ha inoltre sostenuto l’azione militare contro l’Iran, definendola «la più giusta degli ultimi decenni».
Un messaggio per il Likud
Durante la campagna, Eisenkot si è rivolto anche agli elettori del Likud, chiedendo loro di superare la fedeltà personale a Netanyahu. Il suo messaggio più diretto è stato: «Fidatevi di me».
Il programma ha dato spazio alla commissione d’inchiesta sui fatti del 7 ottobre e all’arruolamento degli ultraortodossi, temi rivolti soprattutto all’area moderata e al centrosinistra. Ha invece respinto l’ipotesi di una soluzione a due Stati dopo l’attacco di Hamas, definendola «delirante», mentre ha classificato come «terrorismo ebraico» le violenze dei coloni in Cisgiordania.
Origini e vita militare
Nato a Tiberiade nel 1960, Eisenkot è figlio di genitori marocchini. È cresciuto a Eilat in una famiglia numerosa e tradizionalista, prima di entrare nella brigata di fanteria Golan, un reparto considerato vicino alla popolazione e lontano dall’immagine delle unità d’élite.
Il suo legame con il lutto nazionale ha rafforzato la percezione di uomo comune: nella guerra attuale ha perso l’ultimo dei suoi cinque figli e due nipoti, tutti uccisi nei combattimenti nella Striscia di Gaza. Per molti israeliani, questa esperienza lo ha avvicinato alle famiglie colpite dal conflitto.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il generale dai toni sobri
Nel periodo alla guida delle forze armate israeliane, Eisenkot mantenne una presenza pubblica contenuta. Teneva pochi discorsi e arrivò a seguire un corso di oratoria organizzato dall’ufficio del portavoce militare.
Quando lasciò l’incarico nel 2019, sembrava improbabile un suo ingresso in politica. Chi ha lavorato con lui lo descrive come una persona risoluta, priva di atteggiamenti teatrali e poco interessata alla visibilità personale: preferisce affidarsi alle decisioni piuttosto che alle dichiarazioni.
Dalla dottrina militare alla politica
Eisenkot entrò comunque nell’arena politica nel 2022, affiancando Benny Gantz, suo predecessore al vertice militare. L’esperienza di Gantz si è poi conclusa con il ritiro dalla competizione elettorale una settimana prima del voto, dopo una parabola iniziata con grandi aspettative.
Sul piano strategico, Eisenkot è associato alla dottrina Dahiya, elaborata durante la guerra in Libano del 2006, quando guidava il Comando Nord. In seguito sviluppò la formula della «guerra tra le guerre», basata su operazioni limitate e mirate contro l’asse iraniano.
Quella linea ha orientato per anni il confronto regionale, fino all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Alcuni critici gli attribuiscono una parte della responsabilità nella «Consepzia», l’errata valutazione delle intenzioni del nemico che contribuì al fallimento della risposta militare israeliana.
Se riuscisse a costruire una maggioranza, Eisenkot diventerebbe il primo primo ministro israeliano di origine orientale. Il suo partito, Yashar!, è stato fondato appena un anno fa.
Continua a leggere
Israele, Eisenkot avanti: 52 seggi contro i 50 di Netanyahu
Le prime stime di Channel 12 assegnano un vantaggio al blocco del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot
Eisenkot davanti a Netanyahu, i sondaggi prefigurano lo stallo
Circa 7,3 milioni di cittadini sceglieranno tra 37 liste dopo l’attacco di Hamas e tre anni di guerra
Israele, Likud di Netanyahu avanti nei sondaggi all’uscita
Il partito del premier ottiene 24 seggi, mentre Yashar di Gadi Eisenkot si ferma a quota 22
Israele, nessuno raggiunge la maggioranza: decisivi i partiti arabi
Gli exit poll assegnano 52-53 seggi all’opposizione e 50 alla coalizione di Benjamin Netanyahu: ne servono 61