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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Isabel Allende racconta la madre e il sogno su Banderas

Nel libro La parola magica, la scrittrice ripercorre il rapporto con Panchita e parla di segreti, amore e vulnerabilità

Isabel Allende ha presentato il suo nuovo libro, La parola magica, raccontando episodi intimi della propria vita e il legame con la madre Francisca. Nell’intervista ha parlato anche della figlia Paula, morta a 29 anni nel 1992 dopo una lunga malattia, e di un sogno erotico con Antonio Banderas.

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Il libro e i segreti

La scrittrice dedica il volume anche a chi desidera cimentarsi con la scrittura, offrendo indicazioni e riflessioni nate dalla sua esperienza. Il racconto personale, però, occupa una parte centrale del libro e della conversazione che ne ha accompagnato l’uscita.

Allende ha ricordato il consiglio ricevuto dalla madre, convinta che parlare troppo di sé significasse esporsi inutilmente. Lei le rispondeva con una convinzione opposta: «Quello che ti rende vulnerabile sono i segreti che mantieni, non le cose che racconti».


La guarigione di Panchita

Tra gli episodi rievocati c’è il viaggio della madre a San Francisco, in un periodo in cui Francisca, chiamata da tutti Panchita, era profondamente depressa. Arrivò dall’aereo su una sedia a rotelle, una condizione che colpì molto la figlia.

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Allende la accompagnò prima da uno psichiatra, dove ricevette per la prima volta cure farmacologiche. In seguito, mentre lavorava ad Afrodita, libro dedicato agli afrodisiaci, decise di portarla in un negozio erotico: Panchita osservò gli oggetti con gli occhiali sul naso, cercando di comprenderne la funzione, e le due finirono per ridere insieme. Secondo la scrittrice, proprio quelle esperienze segnarono l’inizio della ripresa della madre.


Il sogno su Antonio Banderas

Nel corso della sua vita Allende ha avuto una cotta per Antonio Banderas, interprete di due film tratti dai suoi romanzi. Ha precisato che si trattava di un’attrazione soltanto immaginaria, legata soprattutto alla bellezza e al fascino dell’attore.

Poi ha ricordato un sogno particolarmente insolito: «Era nudo su una tortilla messicana, con guacamole e salsa, lo arrotolavo e lo mangiavo». Il ricordo dell’attore si intreccia così al tono diretto e ironico con cui la scrittrice affronta nel libro il desiderio, i rapporti affettivi e le perdite della propria vita.

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