Iran, risposta senza confini se gli Usa attaccheranno
Teheran avverte Washington mentre Qatar e Pakistan tentano di riaprire il dialogo dopo il cessate il fuoco
L'Iran ha minacciato una reazione estesa oltre i confini regionali in caso di un nuovo attacco statunitense.
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La posizione della Casa Bianca
La Casa Bianca non ha confermato né smentito l'ipotesi di un'operazione militare. Un suo funzionario ha dichiarato: «Non commentiamo piani militari sensibili che potrebbero esistere o meno».
Lo stesso rappresentante ha aggiunto che Donald Trump «mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l'Iran non possa mai avere un'arma nucleare». Washington non colpisce il territorio iraniano dal primo settembre e il presidente aveva promesso di non ordinare nuove azioni prima delle elezioni di metà mandato.
L'avvertimento di Teheran
Il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia ha sostenuto che un eventuale intervento americano allargherebbe rapidamente il conflitto. In un messaggio pubblicato su X ha affermato: «Se il presidente americano dovesse lanciarsi nuovamente in un'avventura regionale, sotto la pressione dei sionisti e con l'obiettivo di compiacerli, le fiamme della guerra si estenderebbero senza dubbio a un'area geografica molto più vasta».
Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha rivolto un monito a Washington: «Le potenti forze armate iraniane risponderanno a chiunque osi colpire il nostro popolo». Le dichiarazioni sono arrivate dopo le minacce statunitensi e israeliane di nuove operazioni contro l'Iran.
Possibili raid dopo il voto
Gli Stati Uniti avrebbero informato alcuni alleati del Golfo della possibilità di bombardamenti a partire dal 4 novembre, il giorno successivo alle elezioni di metà mandato. Secondo tre alti funzionari arabi citati da MS Now e Al Jazeera, l'eventuale azione sarebbe breve, ma caratterizzata da un'elevata intensità.
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I governi del Golfo starebbero chiedendo a Washington di ridurre la tensione, preoccupati dalle possibili ritorsioni iraniane. Uno dei funzionari ha rilevato che non sarebbe sorprendente una decisione di alcuni Paesi di negare l'impiego delle basi militari statunitensi presenti sul loro territorio.
I tentativi diplomatici
Sul piano diplomatico, venerdì una delegazione del Qatar ha raggiunto Teheran per incontrare esponenti di alto livello del governo iraniano. Doha e Islamabad stanno cercando di facilitare la ripresa dei colloqui di pace, dopo il cessate il fuoco raggiunto ad aprile.
I contatti non hanno però prodotto finora un accordo stabile. Mercoledì il Wall Street Journal aveva riferito che il vicepresidente statunitense Jd Vance, su incarico di Donald Trump, avrebbe spedito una lettera a Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, con l'obiettivo di riaprire il negoziato e scongiurare nuovi attacchi.
Teheran ha confermato di aver ricevuto il messaggio, senza rendere noto se abbia già predisposto una risposta.
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