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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Il Fatto nel mirino di Del Vecchio: perché l’offerta divide già il giornale

Lmdv Media prepara un’Opa su Seif nonostante il rifiuto dei fondatori: tra conti in difficoltà, promesse di autonomia e i sospetti di Selvaggia Lucarelli.

La partita per il controllo del gruppo che pubblica Il Fatto Quotidiano si è aperta con un ostacolo decisivo: i soci fondatori non intendono vendere le proprie quote. Leonardo Maria Del Vecchio, però, non ha ritirato il progetto e continua a presentare l’operazione come un intervento per sostenere il giornale, che negli ultimi bilanci ha mostrato segnali di fragilità finanziaria.

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Un’offerta nata tra perdite e rilancio

Lmdv Media, la società riconducibile a Del Vecchio, valuta un’Opa volontaria totalitaria su Seif con l’obiettivo finale di arrivare al delisting. Il prezzo indicato è di 0,286 euro per azione, per un investimento complessivo di 7.152.860 euro. L’operazione, tuttavia, è legata al raggiungimento di almeno l’82,9% del capitale con diritto di voto, soglia necessaria per superare il limite statutario del 17% per singolo azionista.

I dati economici spiegano la motivazione ufficiale dell’iniziativa. Nel primo semestre 2026 gli abbonamenti digitali sono saliti del 17,6%, la pubblicità è cresciuta del 35% e l’Ebitda è raddoppiato. Il bilancio consolidato del 2025, d’altra parte, si è chiuso con una perdita di 2,6 milioni e un patrimonio netto negativo di 6,4 milioni; la società di revisione ha inoltre evidenziato dubbi rilevanti sulla continuità aziendale.

Secondo le prime stime, nei prossimi 24 mesi potrebbero servire fino a 4 milioni di euro. Lmdv Media vorrebbe verificare il fabbisogno con il gruppo dirigente e inserire Seif in un programma di investimenti tecnologici dedicato a piattaforme digitali, gestione dei dati, distribuzione e nuovi formati.


Del Vecchio promette autonomia

La tesi dell’imprenditore è che l’acquisto non servirebbe a modificare la linea del quotidiano, ma a garantirne la sopravvivenza. «Il pluralismo non si dichiara, si finanzia», ha affermato Del Vecchio, sottolineando che Il Fatto ha pubblicato anche articoli critici sulle sue attività. La proposta prevede la permanenza di Marco Travaglio alla direzione, l’indipendenza della redazione e la conferma dell’attuale impostazione editoriale e grafica.

La società ha riconosciuto il valore costruito dal giornale in diciassette anni, citando una base di lettori fedele e attenta e un’identità legata alle inchieste. Del Vecchio ha anche manifestato la disponibilità a incontrare fondatori, direttore e comitato di redazione, pur dichiarando di rispettare la loro posizione.

Sul mercato, intanto, il titolo Seif ha esordito lunedì 26 ottobre con un rialzo del 20,91%, raggiungendo 0,266 euro. Il consiglio di amministrazione dovrà esaminare il preannuncio dell’offerta nei prossimi giorni, ma il requisito azionario fissato da Lmdv Media rende determinante il comportamento dei soci storici.

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I fondatori chiudono la porta

Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile controllano insieme la maggioranza del capitale, con una partecipazione individuale soggetta al tetto del 17%. In una nota, hanno escluso sia la cessione delle loro quote sia l’adesione a un’eventuale Opa promossa dopo la conclusione delle verifiche.

La loro risposta rende molto difficile il completamento dell’operazione: senza il sostegno dei fondatori, Del Vecchio non avrebbe infatti la possibilità di raggiungere la soglia prevista per rendere inefficace il limite statutario. La verifica dei conti e delle condizioni dell’offerta prosegue, ma Lmdv Media ha comunicato che, per ora, i termini annunciati non cambiano.


Lucarelli vede un altro obiettivo

Selvaggia Lucarelli, che collabora con Il Fatto Quotidiano, ha interpretato l’iniziativa in modo opposto rispetto alla ricostruzione dell’imprenditore. Attraverso alcune storie pubblicate su Instagram ha messo in dubbio l’utilità di un’offerta rivolta a proprietari che hanno già detto di non voler vendere: «Se sai già che i proprietari non vendono, che cosa vuoi davvero comprare? Il giornale, le informazioni sul giornale o semplicemente qualche giorno di intimidazione mediatica?».

La giornalista ritiene che l’obiettivo possa essere il controllo della testata e, di conseguenza, il suo indebolimento, proprio perché il quotidiano ha seguito con attenzione le vicende legate a Del Vecchio. Ha inoltre criticato la rappresentazione dell’operazione apparsa su Libero e ha invitato i lettori a sostenere Il Fatto acquistandolo in edicola.

La prima pagina del quotidiano diretto da Travaglio ha sintetizzato il conflitto con il titolo: «Il fatto fa le pulci a Del Vecchio e lui prova a comprarsi Il Fatto». La distanza tra le rassicurazioni di Lmdv Media e i sospetti di Lucarelli resta quindi il nodo politico-editoriale della vicenda, mentre il no dei fondatori continua a mettere in discussione la concreta riuscita dell’Opa.

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