Goggia lancia l’allarme sulle proteste: «La devastazione no»
La campionessa distingue tra violenza e dissenso civile, esprimendo timori per l’estensione delle manifestazioni in Italia e nel resto d’Europa.
«Anche al sud la situazione è tragica, ma c'è differenza tra i vandali violenti di Milano e camionisti che con dignità e protestano». Sofia Goggia ha tracciato una linea netta tra gli episodi di violenza urbana e le mobilitazioni di chi manifesta per le proprie difficoltà.
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La preoccupazione per l’Europa
La sciatrice ha poi allargato lo sguardo oltre il capoluogo lombardo. A suo giudizio, il problema non riguarda soltanto Milano: proteste analoghe si stanno verificando in diverse aree d’Europa, una diffusione che alimenta la sua apprensione.
Nel ragionamento della campionessa c’è anche il riferimento alle conseguenze economiche delle devastazioni. Goggia ha sottolineato che alcuni mezzi utilizzati durante gli atti vandalici appartengono a persone impegnate a sostenere rate, mutui e responsabilità familiari.
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Goggia condanna i negozi devastati
«Sono abbastanza costernata da questa situazione, capisco che le persone abbiano diritto di manifestare, ma la devastazione di negozi no», ha affermato la campionessa. Il suo intervento è arrivato durante una conversazione con Nicoletta Deponti e Fulvio Giuliani su Rtl 102.5.
Il tema affrontato era il fine settimana segnato dagli scontri e dai danneggiamenti avvenuti a Milano la settimana precedente. Goggia ha ribadito di riconoscere il diritto alla protesta, ma ha respinto gli episodi in cui la contestazione sfocia nella distruzione di attività commerciali.
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