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Attualità 2 min di lettura29 set

Gasolio alterato e prezzi irregolari: blitz della Finanza a Roma

Nove irregolarità sono emerse nei controlli dedicati alla pubblicità e alla comunicazione delle tariffe dei distributori.

In tre casi, gli esercenti non hanno trasmesso in anticipo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i prezzi applicati attraverso la piattaforma prevista dalla normativa.


Prezzi esposti, nove contestazioni

Le verifiche sulla correttezza delle informazioni fornite agli automobilisti hanno riguardato 34 attività. Gli accertamenti, condotti dai reparti della Guardia di finanza di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio, hanno evidenziato complessivamente cinque casi di mancata chiarezza sui prezzi mostrati alla clientela.

A questi si aggiunge una violazione relativa alla gestione dei registri. L’obbligo di inviare online i listini consente di rendere confrontabili le tariffe e punta a limitare comportamenti poco trasparenti nella vendita alla pompa.


Il carburante finisce sotto sequestro

L’inchiesta ha interessato complessivamente 68 controlli nella rete stradale di distribuzione della Capitale e dell’area metropolitana. L’attività è stata svolta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il coinvolgimento dell’Ufficio Antifrode e del Laboratorio Chimico.

Gli accertamenti tecnici sono stati concentrati su impianti situati a Roma, Civitavecchia e Frascati. Grazie al laboratorio mobile è stato possibile esaminare direttamente i campioni prelevati dai distributori.

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Analisi tecniche e ipotesi di frode

Le prove sul gasolio hanno rilevato un punto di infiammabilità al di sotto del limite fissato dalla legge, pari a circa 55°C. Un valore simile può segnalare la presenza di componenti estranei e, oltre a incidere sul funzionamento dei motori e sulle prestazioni, aumenta i rischi durante il trasporto e la movimentazione.

Secondo l’ipotesi investigativa, il prodotto sarebbe stato miscelato con sostanze più volatili e meno costose, tra cui solventi, idrocarburi leggeri riciclati o benzina. L’alterazione avrebbe consentito di incrementare il volume del carburante e di sottrarsi al pagamento delle accise.


Sigilli a cisterne e distributori

Il materiale non conforme sottoposto a sequestro supera i 26.100 litri. Nell’operazione sono stati inoltre chiusi con i sigilli 4 serbatoi e 4 pistole utilizzate per l’erogazione.

Cinque persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria. Per loro vengono ipotizzati i reati di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al versamento dell’accisa.

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