Garlasco, il nodo del 44: cosa rivela l’impronta su Sempio
Un’intercettazione della madre e due consulenze riaprono il confronto tra il piede di Andrea Sempio e la traccia lasciata da una scarpa Frau sulla scena del delitto.
La distanza tra le misure del piede di Andrea Sempio e quelle ricavate dall’impronta di una scarpa Frau numero 42 è al centro di valutazioni tecniche contrapposte. Da una parte, i consulenti della Procura di Pavia ritengono possibile una compatibilità fisica; dall’altra, la difesa sostiene che il piede dell’indagato non potesse entrare nella calzatura che avrebbe lasciato la traccia.
Le misure riaccendono il confronto
Secondo una consulenza depositata il 24 settembre dai legali della famiglia Poggi e firmata dall’esperto Antonio Grande, il piede destro di Sempio avrebbe una lunghezza compresa tra 27,2 e 27,3 centimetri. Per il tecnico, queste dimensioni non sarebbero compatibili con una scarpa lunga internamente tra 25,4 e 25,51 centimetri, mentre la misura esterna della calzatura sarebbe compresa tra 27,5 e 27,61 centimetri.
La difesa contesta quindi la ricostruzione secondo cui Sempio avrebbe potuto calzare la scarpa collegata all’impronta. «La nostra convinzione è che il piede di Sempio non può essere entrato nelle scarpe che hanno prodotto quelle impronte. In una scarpa più larga può entrare un piede più corto e più snello, e non viceversa», ha affermato l’avvocato Liborio Cataliotti, uno dei suoi difensori.
La madre e il numero rimasto uguale
Tra gli atti dell’inchiesta figura anche una conversazione ambientale del 28 ottobre, nella quale Daniela Ferrari, madre di Sempio, commentava il rilevamento delle misure del piede del figlio, effettuato quasi vent’anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi. La donna osservava che, nonostante il cambiamento della corporatura, il numero delle scarpe sarebbe rimasto lo stesso: «Aveva il 44 all’epoca e ce l’ha ancora adesso».
La conversazione riguardava anche il fatto che a Sempio fossero state prese le misure solo in quel momento. Non è chiaro se Ferrari sapesse di essere ascoltata. Per gli investigatori, comunque, il materiale raccolto nelle intercettazioni non avrebbe un valore esclusivamente favorevole alla posizione del figlio.
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Una traccia incompleta sulla scena
L’impronta della Frau 42 è stata considerata una delle tracce riconducibili all’autore del delitto anche nelle sentenze relative ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni. In quel procedimento il segno era stato giudicato compatibile con la sua calzatura, pur senza arrivare al ritrovamento né delle scarpe né dell’arma del delitto.
I consulenti della Procura di Pavia precisano però che l’impronta non sarebbe completa. Nella zona anteriore mancherebbe una fila di tasselli con forma a pallini, mentre un’ulteriore porzione della stessa configurazione non sarebbe visibile nella parte terminale del tacco. Questa incompletezza rende il confronto meno lineare, ma gli esperti ritengono comunque possibile una compatibilità fisica tra il piede di Sempio e la traccia.
Il peso può modificare il piede
Nella valutazione firmata da Cristina Cattaneo ed Eugenio Leone viene richiamato anche l’effetto dell’aumento di peso sulla conformazione del piede. Un incremento ponderale nel corso degli anni, secondo i consulenti, può modificarne in modo rilevante larghezza e volume, un elemento considerato nel raffronto tra le misure attuali e quelle riferibili al periodo dell’omicidio.
Agli atti compare inoltre il racconto di un carabiniere sulle calzature portate dai colleghi per gli accertamenti. «Sono venuti subito con tre paia di scarpe, ma sicuramente non erano quelle indossate da Stasi perché erano nuove di pacca», ha riferito il militare, aggiungendo di aver fatto notare agli operatori che quelle scarpe apparivano appena acquistate. Il tema resta dunque legato a due questioni distinte: la validità delle calzature esaminate all’epoca e la possibilità che il piede di Sempio sia compatibile con l’impronta repertata.
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