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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Garlasco, il dubbio di Lucarelli: il colpevole potrebbe non esserci

Lo scrittore analizza il caso Garlasco e avverte: l’esposizione mediatica rischia di consumare l’attenzione prima di una verità giudiziaria definitiva.

Il caso Garlasco sembra uscito dalle pagine di un romanzo, ma la sua natura reale rende ancora più complesso arrivare a una conclusione. Secondo Carlo Lucarelli, il rischio è che l’enorme attenzione riservata alla vicenda finisca per danneggiare soprattutto le vittime, trasformate in presenze quasi dimenticate dentro una narrazione sempre più spettacolare.

Lo scrittore e storico narratore della cronaca nera italiana ha affrontato il tema in un’intervista, soffermandosi sui tempi dell’inchiesta e sulle aspettative del pubblico. La sua tesi è netta: sia Alberto Stasi sia Andrea Sempio potrebbero risultare estranei all’omicidio e, nonostante questo, il caso potrebbe restare senza una soluzione definitiva.

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Il pubblico attende una soluzione

Per Lucarelli, la lunga durata del procedimento rappresenta un problema anche sul piano della narrazione. L’interesse collettivo tende a consumarsi quando la risposta tarda ad arrivare, soprattutto perché chi segue le vicende di cronaca si aspetta spesso un epilogo rapido e chiarificatore.

«I tempi lunghi sono suicidi per il true crime», ha osservato lo scrittore, richiamando il modello dei romanzi gialli. In quelle storie, ha spiegato, un investigatore come Poirot riunisce i presenti, indica il responsabile e ottiene una confessione; nella realtà, invece, per Garlasco potrebbero servire ancora anni e il risultato sarebbe comunque una verità esclusivamente giudiziaria.

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Un delitto dalla trama letteraria

Pur sottolineando la tragicità dei fatti, Lucarelli riconosce nella vicenda alcuni tratti tipici della narrativa investigativa. A suo giudizio, i personaggi sembrano già delineati secondo ruoli da romanzo: Stasi appare come il giovane biondo dagli occhi chiari, Sempio assume un profilo più enigmatico e l’avvocato Massimo Lovati viene descritto come una figura imprevedibile e fuori dagli schemi.

«I protagonisti del romanzo giallo ci sono tutti: Stasi il biondino dagli occhi di ghiaccio, Sempio il torbido, Lovati l’imprevedibile, personaggio straordinario», ha detto Lucarelli. Proprio questa dimensione quasi letteraria, però, può spingere il pubblico a cercare un colpevole e una ricostruzione ordinata anche quando gli elementi disponibili non consentono ancora di chiudere il caso.

Il nodo resta quindi aperto: l’esposizione mediatica può alimentare attenzione e ipotesi, ma non sostituisce l’accertamento dei fatti. Nel frattempo, secondo Lucarelli, a pagare il prezzo della spettacolarizzazione sono anche i morti, che rischiano di rimanere sullo sfondo mentre il racconto si concentra sui protagonisti ancora in vita.

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