Futuro nazionale, 603 tessere e un dubbio: crescita reale o dati da verificare
Da Bari a Civitanova Marche emergono iscrizioni contestate e liste con molti associati allo stesso indirizzo, mentre il partito di Vannacci rallenta nei sondaggi.
Il caso più recente riguarda 226 iscritti di Civitanova Marche associati a una sola abitazione. Ma episodi simili, tra tessere mai richieste e liste anagrafiche anomale, sono emersi anche in Puglia, Sardegna, Calabria e Piemonte: vicende che alimentano interrogativi sulla consistenza della crescita di Futuro nazionale.
Il partito fondato da Roberto Vannacci ha comunicato a settembre di aver raggiunto 150mila adesioni. Nel frattempo, però, alcuni tesserati hanno contestato la propria iscrizione e diversi dirigenti locali si sono trovati al centro di accuse incrociate sulla gestione degli elenchi.
GioiaPura
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Le tessere contestate in Puglia
A fine luglio Francesca Caterina Laquale, ventenne del Barese, ha trovato nella cassetta della posta una tessera di Futuro nazionale intestata a lei. La giovane ha sostenuto di non aver mai presentato domanda di adesione, si è rivolta ai carabinieri e ha chiesto la cancellazione dai registri del partito.
Dalla stessa area sono arrivate altre segnalazioni analoghe, con giovani che avrebbero scoperto soltanto in seguito di risultare iscritti. Un caso ha riguardato anche una diciassettenne di Acquaviva delle Fonti. La madre, intervistata da Repubblica, ha escluso qualsiasi adesione della figlia: «Mia figlia non ha mai aderito al partito di Vannacci, anche perché è di tutt’altra formazione politica».
L’elenco di Civitanova fa discutere
A Civitanova Marche, secondo quanto riportato da Cronache maceratesi, 226 persone risultano registrate presso l’abitazione di un dipendente comunale indicato come vicino al sindaco Fabrizio Ciarapica. L’uomo, passato a Futuro nazionale e diventato coordinatore regionale, sarebbe il responsabile dell’organizzazione nelle Marche.
Ciarapica ha respinto ogni sospetto, spiegando che quell’indirizzo sarebbe stato utilizzato perché le tessere vengono spedite al referente del partito. Ha inoltre annunciato iniziative legali contro quelle che considera accuse infondate. Una verifica del Resto del Carlino su file più completi avrebbe tuttavia portato il numero complessivo a 603 nominativi, circa il 90% dei quali collegato allo stesso appartamento di via Cesare Battisti.
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Tra i nomi presenti figura Roberto Belardinelli, già assessore e vicesindaco di Civitanova, con un passato nel Pci, nel Pds e nel Pd. L’avvocato ha negato di essersi mai associato al movimento e ha fatto sapere di voler presentare il caso in Procura, dichiarandosi «allibito» e deciso a non lasciar cadere la vicenda.
Dai comitati alle liste contestate
Le tensioni non riguardano soltanto le iscrizioni. All’interno di Futuro nazionale si sarebbero formati gruppi capaci di controllare più comitati territoriali, mentre alcuni referenti, in disaccordo con la dirigenza, hanno scelto di chiudere le proprie strutture portando con sé centinaia di tesserati. Segnalazioni di questo tipo sono arrivate dalla Calabria, da Sassari e dalla provincia di Cuneo.
A Sassari il confronto è esploso dopo l’uscita dell’ex consigliere regionale Marcello Orrù, che ha comunicato di voler lasciare il partito insieme ai circa 500 iscritti del suo comitato. Il coordinatore regionale Gianluca Dessì ha sostenuto che, dai controlli interni, 488 associati su circa 500 avessero lo stesso numero telefonico, lo stesso indirizzo di posta elettronica e la medesima residenza, riconducibile a un’edicola. Orrù ha respinto l’ipotesi di dati gonfiati e ha negato irregolarità.
Il consenso ora rallenta
Le contestazioni arrivano mentre Vannacci ha affrontato per la prima volta una competizione elettorale. Alle suppletive di Reggio Calabria, Futuro nazionale ha raccolto quasi l’11%, una percentuale superiore di almeno tre punti rispetto alle rilevazioni nazionali, ma insufficiente a incidere sull’esito: il candidato del centrodestra ha vinto senza particolari difficoltà.
Il generale ha quindi scelto di non partecipare alle successive suppletive di Chieti, fissate per il 15 e 16 novembre. Anche i sondaggi indicano una fase meno favorevole: la rilevazione YouTrend del 15 ottobre attribuisce al partito il 7,2%, in calo rispetto al 7,7% misurato due settimane prima.
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