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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Francia, studenti pronti a bloccare le scuole da domani

Il movimento contesta le misure annunciate dal governo dopo tre fine settimana di manifestazioni nazionali

In Francia gli studenti delle scuole superiori torneranno a organizzare blocchi da lunedì 2 novembre, al termine delle vacanze. Secondo Pierre Sourzat, leader di Lyceens!, alcune scuole potrebbero fermarsi già nel giorno del rientro.

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Le misure del governo

Le proteste sono legate all’aumento dei prezzi, al peggioramento delle condizioni di apprendimento e alle disuguaglianze nel sistema scolastico. Il movimento studentesco chiede risposte più incisive rispetto a quelle presentate dall’esecutivo.

Tra gli interventi annunciati lunedì dal governo figurano la sostituzione della piattaforma utilizzata per l’ammissione all’università e la disponibilità di prestiti destinati ai lavori di ristrutturazione degli edifici scolastici. Per gli studenti, tuttavia, il pacchetto non risolve le difficoltà denunciate nelle manifestazioni.


Nuovi blocchi nelle scuole

Sourzat ha spiegato all’emittente RMC che la mobilitazione dovrebbe aumentare soprattutto da martedì, anche se diverse scuole potrebbero essere occupate o bloccate già lunedì. Il rappresentante di Lyceens! ha inoltre espresso sostegno agli studenti che sceglieranno di non presentarsi alle lezioni.

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«Sarà più significativo da martedì, ma sappiamo che alcune scuole saranno bloccate già da domani», ha dichiarato Sourzat. Il leader studentesco ha aggiunto che il movimento appoggerà i compagni che resteranno fuori dalle aule a partire dal rientro.


Manifestazioni in tutta la Francia

La mobilitazione ha già coinvolto studenti delle scuole superiori e universitari in numerose città. Sabato, centinaia di migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate in tutto il Paese, per il terzo fine settimana consecutivo.

Le iniziative di piazza proseguono quindi dopo settimane di cortei e proteste. Il ritorno dei blocchi nelle scuole rappresenta la risposta degli studenti alle misure governative, giudicate ancora insufficienti rispetto alle loro richieste.

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