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Attualità 1 min di lettura47 min fa

Flotilla, l’inchiesta romana sale ai vertici israeliani: coinvolto Katz

La Procura di Roma amplia il fascicolo sugli assalti alle missioni della Global Sumud Flotilla: sotto esame anche le condizioni riservate agli attivisti dopo il fermo.

La Procura di Roma ha esteso ai vertici del governo israeliano l’indagine sugli assalti contro due missioni della Global Sumud Flotilla. Nel registro degli indagati è comparso anche Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, mentre il procedimento coinvolge complessivamente circa dodici persone.

L’inchiesta non riguarda soltanto le modalità con cui le imbarcazioni sarebbero state fermate, ma prende in esame anche ciò che sarebbe accaduto agli attivisti dopo la loro cattura. Tra le ipotesi di reato figurano tortura e sequestro di persona.

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Katz entra nel fascicolo romano

Il nome di Israel Katz si aggiunge a quello di Itamar Ben Gvir, ministro della Sicurezza nazionale israeliano, già inserito nell’indagine dei magistrati romani. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio investigativo e non equivale a un’accertata responsabilità.

Il procedimento è stato avviato per chiarire le circostanze degli interventi contro le due missioni della Flotilla. Secondo l’ipotesi sostenuta dai pubblici ministeri, gli abbordaggi potrebbero essere avvenuti in contrasto con le norme del diritto internazionale.

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Nel mirino anche la detenzione

Una parte centrale degli accertamenti riguarda il trattamento ricevuto dagli attivisti una volta fermati. Gli inquirenti stanno verificando se, durante la detenzione, siano state violate garanzie fondamentali e diritti legati alla difesa.

Tra gli elementi esaminati figurano presunti comportamenti degradanti e condizioni considerate incompatibili con il rispetto dei diritti basilari. Per la Procura, dunque, l’indagine si sviluppa su due piani: da un lato le operazioni contro le imbarcazioni, dall’altro la gestione degli attivisti dopo il loro fermo.

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