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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Flavio Bolsonaro si proclama presidente e sfida Lula

Dagli Stati Uniti annuncia un’opposizione in esilio e accusa di frode il voto vinto da Lula

Flavio Bolsonaro ha respinto l’esito delle presidenziali brasiliane e si è proclamato il legittimo vincitore contro Luiz Inácio Lula da Silva.

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La risposta di Trump

Donald Trump ha escluso un coinvolgimento nella vicenda che riguarda il senatore brasiliano, ora negli Stati Uniti. Interpellato sulle sue dichiarazioni, il presidente statunitense ha risposto: «Non mi intrometterò».

Trump ha comunque definito «strana» la consultazione elettorale che ha confermato Lula alla guida del Brasile. Il presidente americano non ha aggiunto valutazioni sulle accuse rivolte da Bolsonaro alle istituzioni brasiliane.


Le contestazioni sul voto

Nel suo primo intervento pubblico dopo aver lasciato il Brasile, Bolsonaro ha sostenuto di rappresentare «il vero presidente eletto del Brasile». Il figlio di Jair Bolsonaro ha inoltre affermato che il risultato del secondo turno sarebbe stato «matematicamente impossibile», visto il successo di Lula al ballottaggio dopo la sconfitta del primo turno del 4 ottobre.

Al centro della sua denuncia c’è una decisione della Corte Suprema Federale, che secondo l’ex candidato avrebbe oltrepassato le attribuzioni della Corte Elettorale Superiore. Il provvedimento aveva prolungato le operazioni di voto oltre l’orario previsto, dopo la chiusura dei seggi.

L’estensione era stata richiesta dalla campagna di Lula in seguito ai problemi segnalati nei trasporti degli elettori in varie zone del Paese. Anche lo schieramento di Bolsonaro aveva chiesto più tempo, ma soltanto per San Paolo, Santa Catarina, Paraná, Minas Gerais e Rio Grande do Sul.

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Il trasferimento negli Stati Uniti

Bolsonaro ha lasciato il Brasile passando da Argentina ed Ecuador e ha raggiunto gli Stati Uniti dopo l’annullamento del passaporto da parte della Polizia Federale. La decisione è arrivata quando era scaduto il termine fissato per la sua consegna dal giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes.

Il magistrato aveva disposto per lui un divieto di espatrio nell’ambito di un’inchiesta su un presunto riciclaggio di denaro attraverso agenzie di scommesse. Bolsonaro ha però respinto l’idea di essere scappato, presentando il trasferimento come una scelta dettata dalla necessità di proseguire la propria attività politica.


L’opposizione dall’estero

L’ex candidato ha parlato di un colpo di Stato e di una persecuzione politica, collegando l’avvio di un piano contro di lui alla condanna del padre. Jair Bolsonaro, ex presidente, si trova agli arresti domiciliari per il procedimento relativo al tentato colpo di Stato.

Dagli Stati Uniti, il senatore intende organizzare una struttura di opposizione in esilio, prendendo come riferimento esperienze legate al Venezuela, tra cui quelle di Juan Guaidó e María Corina Machado. Ha annunciato per i prossimi giorni una strategia destinata a mobilitare l’opposizione con strumenti pacifici e legittimi, con l’obiettivo dichiarato di impedire a Lula di consolidare un regime dittatoriale.

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