Famiglia e Ceuta, Sánchez cambia passo prima del voto
A cinque settimane dalle elezioni anticipate, il premier spagnolo difende la propria linea e respinge le accuse legate alla crisi di Ceuta.
A poche settimane dal ritorno alle urne, Pedro Sánchez appare nuovamente calato nel ruolo di candidato. In un colloquio con El País, il presidente del governo di Madrid affronta le polemiche sulla moglie, la condanna del fratello e la gestione della crisi di Ceuta, mostrando un atteggiamento sicuro e combattivo.
Il voto del 29 novembre rappresenterà la sua sesta elezione politica. Dopo una fase in cui gli attacchi familiari e la vicenda di Ceuta sembravano averne ridotto la forza, Sánchez offre invece l’immagine di un leader più disinvolto, pronto a rispondere alle critiche senza rinunciare al sorriso.
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La campagna riparte dalla famiglia
Nel corso dell’intervista, Sánchez sostiene che contro la moglie sia stata alimentata una campagna di delegittimazione riconducibile all’ultradestra. Il premier respinge così le accuse rivolte al proprio ambiente familiare e presenta la vicenda come parte di uno scontro politico più ampio.
Il presidente mantiene una linea ferma anche quando il tema diventa personale. Le domande sulla condanna del fratello, elemento che aveva contribuito a indebolirne l’immagine pubblica, non sembrano modificare il tono con cui affronta la nuova fase elettorale.
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Ceuta al centro dello scontro
La crisi di Ceuta resta un altro dei passaggi più delicati per il governo spagnolo. Sánchez contesta la diffusione di numerose notizie false sul caso e accusa i suoi avversari di aver trasformato l’episodio in uno strumento di pressione politica.
Con le elezioni ormai vicine, il capo dell’esecutivo prova a riportare il confronto sul terreno della scelta politica. La consultazione del 29 novembre viene descritta come un passaggio decisivo, mentre Sánchez cerca di lasciarsi alle spalle le difficoltà degli ultimi mesi e di presentarsi agli elettori con rinnovata sicurezza.
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