Energia, Ucraina e Cina: il vertice Ue parte senza accordi
I leader europei si riuniscono per due giorni tra caro energia, competitività, sicurezza, migrazioni e sostegno a Kiev, ma senza aspettative di decisioni immediate.
Il Consiglio europeo di ottobre si apre a Bruxelles con un’agenda molto ampia e un’insolita durata di due giorni. Il tema più delicato potrebbe essere il costo dell’energia, questione che pesa sulle economie nazionali e arriva sul tavolo mentre diversi Paesi si avvicinano a importanti appuntamenti elettorali, a cominciare dalla Spagna di Pedro Sanchez il mese prossimo.
Secondo una fonte diplomatica, il vertice servirà soprattutto a preparare il terreno per decisioni successive. Nonostante la quantità di dossier, tra i leader non prevale l’attesa di accordi immediati: l’obiettivo sarà piuttosto definire orientamenti e chiedere alla Commissione europea ulteriori proposte.
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Il caro energia mette pressione ai leader
La prima giornata sarà dedicata inizialmente alla competitività, con la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. In seguito, i capi di Stato e di governo affronteranno il livello dei prezzi energetici e, durante il pranzo, gli squilibri economici globali, formula con cui Bruxelles indica soprattutto i rapporti commerciali con la Cina.
Sul fronte dell’energia, l’attenzione sarà concentrata sugli interventi di breve periodo. Ursula von der Leyen ha già indicato alcune possibili soluzioni, tra cui il rinvio di norme sul metano e una modifica del quadro temporaneo sugli aiuti pubblici. I governi potrebbero chiedere altre iniziative, pur sapendo che il problema non può essere risolto con una misura unica.
Una delegazione nazionale ha espresso forte irritazione per la mancanza di progressi e ha osservato che, rispetto alla crisi dell’industria automobilistica, la Commissione avrebbe reagito con minore rapidità. Tra le ipotesi destinate a riemergere c’è anche una maggiore flessibilità dei bilanci, richiesta formalmente da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare il tema, sebbene non compaia ufficialmente nell’ordine del giorno.
La discussione resta però vincolata alle regole in vigore. Da un lato, l’Italia viene riconosciuta per gli sforzi compiuti nel tentativo di uscire dalla procedura per deficit eccessivo; dall’altro, alcuni governi ritengono prematuro modificare il patto di stabilità, anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari. Roma chiede comunque margini di manovra all’interno della disciplina attuale, mentre la Commissione ha ricordato che l’inflazione può essere considerata nella valutazione dei conti.
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Bruxelles cerca una linea sulla competitività
Il vertice passerà in rassegna anche l’attuazione dell’agenda per un mercato europeo più integrato. I governi hanno raggiunto un’intesa sul pacchetto dedicato all’integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell’Unione dei risparmi e degli investimenti. Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dal controllo unico dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati le piazze di Francoforte e Madrid, suscitando le critiche della commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque.
Nel confronto con la Cina, i leader valuteranno i risultati dei contatti diplomatici avviati dal commissario al Commercio Maros Sefcovic durante la sua missione a Pechino. L’indicazione prevalente è di mantenere aperto il dialogo, ma anche di rafforzare gli strumenti di protezione a disposizione dell’Unione, seguendo la direzione sostenuta da Friedrich Merz ed Emmanuel Macron.
Il secondo giorno sarà invece aperto dall’Ucraina. Volodymyr Zelensky illustrerà ai Ventisette gli sviluppi più recenti, seguito da un confronto tra i governi. La discussione proseguirà con difesa e sicurezza, anche in relazione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti alla Russia, e includerà la situazione in Medio Oriente e il dossier migratorio.
Prima dell’avvio dei lavori, Meloni presiederà una riunione degli Amici della Coesione. Insieme a Danimarca e Paesi Bassi organizzerà inoltre un incontro sulle soluzioni per i rimpatri in Paesi terzi, modello già seguito dall’Italia con i centri in Albania. La Francia non parteciperà: secondo la ricostruzione diplomatica, i vincoli costituzionali impedirebbero a Parigi di adottare lo stesso sistema, alimentando il timore di diventare più attrattiva per i migranti rispetto agli altri Stati membri.
La prima giornata terminerà con il confronto sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034 e con una discussione strategica sull’allargamento e sulle riforme interne necessarie ad accogliere nuovi Paesi. Alla conclusione del summit sono previste le conferenze stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
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