Educatori in Lombardia, rischio stop per i voucher ai minori
Dal 1° gennaio 2027 soltanto gli educatori socio-sanitari potrebbero erogare prestazioni oggi garantite soprattutto da altre figure.
Dal 1° gennaio 2027 in Lombardia potrebbe ridursi l’assistenza per i minori con disabilità e autismo. La nuova disciplina regionale sui voucher socio-sanitari ammetterebbe infatti soltanto gli educatori professionali socio-sanitari, escludendo quelli socio-pedagogici oggi impiegati in molti interventi.
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Il requisito contestato
La misura è contenuta nel Piano regionale triennale per la Non Autosufficienza, approvato a giugno con la delibera numero 6320. I voucher, finanziati dal Fondo Sanitario Regionale, servono a sostenere percorsi di autonomia, attività abilitative e riabilitative, oltre agli interventi rivolti ai bambini e ai ragazzi fragili e ai loro nuclei familiari.
Non si tratta di somme versate direttamente alle famiglie. Il voucher copre prestazioni fornite da enti accreditati. Dal 2026 la Lombardia ha inoltre riordinato le precedenti Misure B1, dedicate alla disabilità gravissima, e B2, per la disabilità grave, introducendo la Misura Servizi e la Misura Sostegno.
Secondo LEDHA, Anffas Lombardia, Anmic Lombardia e FAND Lombardia, la limitazione rischia di interrompere numerosi percorsi già attivi. Giovanni Merlo, direttore di LEDHA, contesta sia la base normativa della scelta sia la disponibilità concreta degli operatori: “Escludere dall’anno prossimo tutti gli educatori professionali non sanitari da questo servizio erogato attraverso il Voucher socio-sanitario farà cessare moltissimi interventi”.
Le organizzazioni sostengono che le norme nazionali non impediscano agli educatori socio-pedagogici di lavorare nei servizi sociosanitari. A preoccupare è anche il numero ridotto degli educatori socio-sanitari, ritenuto insufficiente per coprire tutte le richieste. Le associazioni hanno quindi chiesto alla Regione di includere entrambe le qualifiche professionali.
Le famiglie avvisate dagli enti
L’allarme era già stato lanciato il 20 giugno, pochi giorni dopo l’approvazione del piano. Gli enti del Terzo settore avevano sollecitato la Giunta regionale a indicare espressamente entrambe le figure per tutte le tipologie di voucher e misure previste.
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Con l’avvicinarsi del 2027, alcuni enti accreditati stanno comunicando alle famiglie la possibile sospensione degli interventi. Tra loro c’è Silvia Pagetti, residente a Mortara, in provincia di Pavia, madre di Anna, 13 anni, con tetraparesi distonica conseguente a un danno da parto e impossibilitata a parlare.
L’educatrice che segue la ragazza le garantisce 16 ore mensili, soprattutto a scuola e durante i compiti a casa. Per Pagetti, la sostituzione comporterebbe la perdita di una relazione costruita nel tempo: “Perdere la figura dell’educatore professionale significa perdere un faro, ricominciare tutto daccapo, reimparare di nuovo tipologia di comunicazione e modalità per riguadagnare empatia”.
La madre teme inoltre che non siano disponibili abbastanza educatori socio-sanitari per assicurare la continuità a tutti i minori. Ha annunciato che, in caso di riduzione delle ore, valuterà un ricorso legale, poiché l’assistenza è compresa nel Progetto di vita della figlia.
La richiesta alla Regione
LEDHA e le altre associazioni hanno rivolto l’appello all’assessore al Welfare Guido Bertolaso e all’assessora alla Famiglia, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini. I presidenti delle organizzazioni chiedono di modificare l’impostazione prima dell’entrata in vigore della nuova regola.
Merlo ha definito la disposizione una scelta regionale senza un chiaro fondamento e ha avvertito che, invece di rendere gli interventi più appropriati, potrebbe lasciare senza prestazioni una parte consistente degli aventi diritto. Le associazioni invitano infine i nuclei familiari a segnalare le lettere che annunciano la sospensione, per verificare tempestivamente le possibili forme di tutela.
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