Dopo il licenziamento, Amy Lee punta all’Antartide: ma arriva il rifiuto
A sessant’anni, dopo tre decenni in HP, Amy Lee ha cercato un nuovo impiego tra i ghiacci e ha scoperto quanto siano selettive le candidature
Il primo tentativo si è chiuso con una risposta negativa, ma la direzione scelta da Amy Lee resta tutt’altro che ordinaria: a 60 anni, dopo circa trent’anni trascorsi in HP, ha deciso di candidarsi per lavorare in Antartide. L’idea è nata dopo due viaggi sul continente ghiacciato, che l’avevano convinta a cercare lì una nuova fase professionale.
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Un rifiuto arrivato dopo pochi giorni
A metà aprile Lee ha mandato tre candidature per altrettanti incarichi: coordinatrice degli alloggi, addetta all’assistenza tecnica e vice responsabile delle forniture. Per presentarsi ha utilizzato il curriculum costruito nel corso della sua lunga carriera, durante la quale aveva ricoperto diversi ruoli fino a diventare responsabile del marketing e della comunicazione.
La prima risposta è stata anche quella meno incoraggiante. Dopo una o due settimane, una comunicazione le ha fatto sapere che per il posto nella gestione degli alloggi non possedeva “i requisiti minimi”. L’esito l’ha colta di sorpresa, soprattutto perché riteneva che il percorso maturato in azienda potesse essere considerato adatto alla posizione.
La scoperta sulle selezioni antartiche
Soltanto dopo quel rifiuto Lee ha approfondito le modalità con cui vengono valutati i candidati destinati alle basi antartiche. Consultando diversi blog, ha capito che l’esperienza generale non basta: il curriculum deve rispondere in modo preciso ai requisiti indicati per ciascun annuncio.
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La donna ritiene quindi che il problema possa essere stato il documento inviato, rimasto legato alla sua precedente carriera e non adattato alla posizione richiesta. La vicenda le ha mostrato quanto siano competitive le opportunità di lavoro nel continente, nonostante il suo profilo professionale e l’esperienza accumulata in tre decenni.
Dalla carriera in HP al ghiaccio
Per gran parte della sua vita lavorativa Lee ha avuto un unico riferimento professionale: HP. Era entrata nella multinazionale informatica da giovane e vi era rimasta fino al licenziamento, evento che l’ha spinta a valutare un percorso completamente diverso invece di cercare subito un altro incarico nello stesso settore.
Prima di allora aveva visitato l’Antartide due volte come turista, senza sapere che fosse possibile trasferirsi lì per motivi di lavoro. Quando ha scoperto l’esistenza del Programma antartico degli Stati Uniti, ha scelto di provarci: la gestione fa capo alla National Science Foundation, che affida a più aziende le attività operative e i diversi servizi necessari nelle basi.
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