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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Dnipro, droni russi contro un treno: 13 morti

Le autorità ucraine riferiscono anche dieci feriti, mentre Mosca rivendica l’intercettazione di centinaia di droni

Un treno passeggeri è stato colpito da droni russi a Dnipro: 13 persone sono morte.

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Le difese sul fronte orientale

Le incursioni aeree russe e le violazioni dello spazio dei Paesi baltici hanno spinto gli Stati della regione a potenziare le misure di sicurezza. La Nato ha segnalato anche rischi legati a sabotaggi e altre azioni ibride, mentre sono aumentati gli investimenti nella difesa e le iniziative per preparare la popolazione civile.

L’Estonia intende realizzare circa 150 bunker nella contea di Ida-Virumaa, lungo il confine con la Russia. Il ministro della Difesa Martin Herem ha spiegato che un centinaio sorgerà su aree di proprietà statale; gli altri 50 saranno distribuiti su terreni privati o comunali. Non sono stati resi noti i compiti specifici delle strutture.


Le vittime a Dnipro

Le autorità locali hanno comunicato che il bilancio dell’attacco alla stazione ferroviaria comprende anche almeno 10 feriti. Il sindaco Borys Filatov ha poi precisato che l’obiettivo colpito era un convoglio destinato ai passeggeri.

La regione di Dnipro era già stata colpita nei giorni precedenti. Il 25 ottobre, secondo le autorità ucraine, bombardamenti e attacchi con droni in diversi distretti avevano provocato quattro morti. Un’altra vittima era stata segnalata nella regione di Rivne dopo un’azione russa.


Le accuse tra Mosca e Kiev

Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che nella notte siano stati neutralizzati 1.214 droni ucraini in varie zone del Paese. L’elenco comprende Brjansk, Belgorod, Kursk, Kaluga, Tula, Smolensk, Lipetsk, Voronež, Tver, Orël, Rjazan, Vladimir, Samara, Saratov, Penza e Rostov, oltre alle repubbliche di Baschkortostan e Udmurtia.

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Secondo il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin, tra le 20.30 del 28 ottobre e le 7 del 29 ottobre, ora locale, 613 droni diretti verso la capitale sono stati intercettati nella regione. Il ministero ha descritto l’azione ucraina come uno dei più vasti attacchi contro Mosca dall’inizio dell’anno.


Washington valuta le sanzioni

L’amministrazione Trump e il Cremlino stanno esaminando la possibile cancellazione delle sanzioni statunitensi contro il Fondo russo per gli investimenti diretti, noto come Rdif. L’ipotesi sarebbe legata al tentativo di riaprire i negoziati e favorire la fine della guerra in Ucraina.

Il consigliere di Vladimir Putin, Yuri Ushakov, ha riferito che i contatti proseguono da tempo. Kirill Dmitriev, amministratore delegato del fondo e rappresentante presidenziale, starebbe trattando direttamente con funzionari statunitensi. Le sanzioni erano state introdotte dall’amministrazione Biden dopo l’invasione russa del febbraio 2022.

Donald Trump ha difeso le recenti aperture verso Mosca, contestate da esponenti di entrambi i principali schieramenti politici negli Stati Uniti e da alcuni alleati occidentali. All’inizio di ottobre il presidente aveva annunciato un’intesa per consentire al gasolio russo di tornare sui mercati internazionali e aveva congelato un ulteriore pacchetto di misure contro i combustibili fossili provenienti dalla Russia.

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