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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Difesa Ue, l’allarme del rapporto: i 27 devono ancora colmare gravi lacune

Gli investimenti europei sono cresciuti a livelli senza precedenti, ma la prontezza militare resta sotto gli standard necessari.

La crescita della spesa per la difesa non ha ancora prodotto forze europee pienamente pronte, sostenibili e capaci di operare insieme. È questa la conclusione più rilevante del primo rapporto annuale sulla prontezza militare dell’Unione europea, preparato dall’Agenzia europea per la difesa.


Più fondi, risultati ancora insufficienti

Secondo il documento, l’aumento degli investimenti rappresenta un progresso mai registrato prima, ma non basta a colmare le carenze accumulate nelle capacità. Il rapporto segnala infatti che gli eserciti dei 27 Stati membri non hanno ancora raggiunto un livello adeguato di operatività e sostenibilità.

L’analisi mette in evidenza anche il problema dell’interoperabilità, cioè della possibilità per le forze armate nazionali di coordinarsi e agire efficacemente insieme. Il rapporto sintetizza così la situazione: «Quanto raggiunto finora, sebbene senza precedenti, non è ancora sufficiente».

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Il rapporto atteso ai vertici europei

Il testo è riservato e alcune sue parti sono state rese disponibili prima della presentazione ufficiale. Il documento sarà sottoposto al Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri, noto come Coreper, e successivamente arriverà sul tavolo dei leader dell’Unione europea.

La discussione tra i capi di Stato e di governo è prevista a ottobre. In quella sede, il rapporto offrirà una valutazione sullo stato della preparazione militare europea e sulle lacune che restano da affrontare, nonostante il forte incremento delle risorse destinate alla difesa.

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