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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Difesa, 115 milioni per accelerare le idee delle piccole imprese

Il programma Agile dell’Unione europea vuole portare droni, intelligenza artificiale e altre tecnologie innovative dalle aziende alle forze armate in uno-tre anni.

Il vero ostacolo non è soltanto inventare una nuova tecnologia, ma riuscire a renderla operativa prima che cambi lo scenario sul campo. Per affrontare questo problema, l’Unione europea ha varato Agile, un programma da 115 milioni di euro che punta soprattutto su startup, piccole e medie imprese e aziende in rapida crescita, anche provenienti dal mondo civile.

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Tempi più brevi per arrivare al fronte

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato definitivamente il piano, pensato per ridurre la distanza tra prototipo, sperimentazione e impiego militare. Le prime gare dovrebbero essere pubblicate nel 2027, mentre la valutazione delle candidature dovrà terminare entro quattro mesi dalla chiusura di ciascun bando.

L’obiettivo fissato dal programma è portare le soluzioni selezionate alle forze armate entro un periodo compreso tra uno e tre anni. I finanziamenti potranno coprire fino al 100 per cento delle spese ammissibili, secondo i criteri stabiliti dal regolamento, e le imprese potranno contare su un accesso più semplice ai centri dedicati alle prove e alla validazione dei prodotti.


Droni e intelligenza artificiale

Le priorità riguarderanno le tecnologie emergenti o capaci di produrre cambiamenti rilevanti nel settore della difesa. Tra gli ambiti indicati figurano l’intelligenza artificiale, la robotica, i sistemi senza equipaggio e i sensori avanzati, ma l’elenco definitivo delle soluzioni finanziabili sarà stabilito soltanto attraverso i futuri bandi.

La guerra in Ucraina ha mostrato quanto sia importante aggiornare rapidamente strumenti e capacità operative. Agile nasce anche da questa esigenza: un prodotto può perdere utilità se, tra test, autorizzazioni e procedure di acquisto, trascorrono diversi anni.

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Il passaggio decisivo resta l’integrazione

Il piano vuole inoltre mettere in contatto le realtà più piccole con i grandi gruppi industriali e con gli utilizzatori militari. Molte aziende riescono a sviluppare idee promettenti, ma non dispongono dei mezzi necessari per ottenere certificazioni, inserirle in sistemi complessi e affrontare il mercato della difesa.

I finanziamenti dovrebbero quindi seguire bisogni operativi individuati dagli Stati membri e favorire il passaggio dalle sperimentazioni alle capacità effettivamente utilizzabili. La rapidità delle procedure, tuttavia, non sarà sufficiente se le amministrazioni militari non sapranno testare, integrare e acquistare soluzioni nate fuori dai tradizionali circuiti industriali.


Un piano diverso dal Fondo europeo

Agile si aggiunge agli strumenti già attivi, tra cui il Fondo europeo per la difesa, dotato di 7,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Quel fondo sostiene soprattutto progetti condivisi di ricerca e sviluppo, spesso articolati e destinati a richiedere tempi lunghi.

Il nuovo programma si concentra invece sulla velocità e sul trasferimento più rapido verso capacità concrete. La dotazione da 115 milioni resta comunque contenuta rispetto alle dimensioni delle necessità industriali europee: il suo esito dipenderà dalla capacità di trasformare le idee finanziate in strumenti adottabili dalle forze armate.

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