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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Di Pietro: candidatura al Csm, primo voto alla Camera senza accordo

L’ex magistrato rivendica l’iniziativa individuale; alla Camera il primo scrutinio si è chiuso senza eleggere il componente laico.

Antonio Di Pietro ha presentato la propria candidatura per un posto da componente laico del Csm. La prima votazione alla Camera, svolta il 28 ottobre, non ha portato a un’elezione e si è conclusa con una fumata nera.

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La difesa di Di Pietro

L’ex magistrato di Mani Pulite ha respinto l’ipotesi di un’operazione politica legata alla sua domanda. In un’intervista al Corriere della Sera ha descritto la candidatura come «personale e spontanea», spiegando di aver seguito la procedura online prevista dalla Camera senza chiedere il sostegno di partiti o parlamentari.

Di Pietro sostiene di possedere i requisiti professionali richiesti per il ruolo e afferma di non dover ricorrere ad appoggi esterni: «Non ho bisogno di essere raccomandato da nessuno». Ha aggiunto che potranno sostenerlo tutti coloro che lo ritengano adatto a lavorare nel Consiglio superiore della magistratura.


Le tensioni tra i partiti

La candidatura è stata preceduta da un pranzo tra Di Pietro e Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. L’incontro ha provocato la reazione di Forza Italia, che ha chiesto garanzie prima di raggiungere un’intesa sul nome da sostenere.

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I capigruppo azzurri Enrico Costa e Stefania Craxi hanno fatto sapere che il loro partito non accetterà accordi qualora Di Pietro venga inserito tra i nomi favoriti da Fratelli d’Italia. La normativa consente comunque ai professionisti in possesso dei requisiti di presentare autonomamente la candidatura.


Il voto alla Camera

Il primo scrutinio si è chiuso senza il raggiungimento del quorum, come previsto dalle forze politiche che stanno prendendo tempo per arrivare alle votazioni successive. Dal terzo scrutinio la soglia richiesta si abbasserà: i tre quinti saranno calcolati sui deputati presenti, non sull’intera composizione dell’assemblea.

Parallelamente, in Cassazione continua lo scrutinio per la scelta dei consiglieri togati del Csm. In questo caso gli elettori sono giudici e pubblici ministeri.

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