Del Vecchio ritira l'offerta sul Fatto, Scanzi: messaggio pericoloso
Durante Piazzapulita, il giornalista ha parlato anche di Meloni, Renzi e delle possibilità dell’opposizione alle prossime elezioni.
Leonardo Maria Del Vecchio ha rinunciato all’offerta pubblica di acquisto su Seif, la società editrice del Fatto Quotidiano. L’annuncio è arrivato giovedì 29 ottobre.
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L’appello ai giovani disillusi
Andrea Scanzi ha indicato nel “radicalismo civico” la strada per riavvicinare alla politica i giovani e le persone che hanno smesso di fidarsi dei partiti. Ospite di Corrado Formigli a Piazzapulita, il giornalista ha sostenuto che servano proposte concrete, nette e capaci di parlare a chi scende in piazza.
Secondo Scanzi, l’opposizione dovrebbe ascoltare questi gruppi senza limitarsi a formule elettorali. A suo giudizio, l’obiettivo è riportare alle urne chi si è allontanato dalla politica, attraverso programmi seri e una partecipazione più diretta.
Il confronto nel centrosinistra
Scanzi ha detto che il campo progressista avrebbe la possibilità di battere la destra, a condizione di superare rapidamente le divisioni. Ha citato Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, chiamandoli a decidere se costruire davvero un’alleanza comune invece di concentrarsi sulle discussioni relative alle primarie.
Il giornalista non ha escluso l’ingresso di esponenti moderati e ha menzionato, tra gli altri, Ernesto Maria Ruffini, Alessandra Onorato e Riccardo Magi. Diverso il giudizio su Matteo Renzi: Scanzi ha detto di non avere pregiudizi verso gli elettori moderati, ma di temere che l’ex presidente del Consiglio possa allontanare astensionisti, delusi e una parte del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra. «Se ti metti in casa Renzi fai scappare gli astenuti», ha affermato.
A chi osservava l’attuale opposizione di Renzi a Giorgia Meloni, Scanzi ha risposto che il comportamento sarebbe legato soprattutto all’egocentrismo. Ha inoltre messo in dubbio la compatibilità tra le sue posizioni e quelle del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, includendo nella sua critica anche Carlo Calenda, alcuni esponenti del Partito democratico riformista e Pina Picierno.
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L’acquisizione del Fatto
Nel corso dell’intervista, Scanzi ha collegato il ritiro dell’offerta di Del Vecchio al tema dell’indipendenza dei giornali. Il giornalista ha interpretato il progetto di acquisizione come il tentativo di comprare testate e professionisti considerati scomodi, così da ridurre le critiche o condizionare il lavoro informativo.
«Se hai soldi, li compri e così smettono di attaccarti o anche soltanto di fare informazione. È un messaggio pessimo», ha detto Scanzi. Ha aggiunto che il Fatto Quotidiano avrebbe resistito all’operazione, mentre altri giornali potrebbero essere più esposti a pressioni economiche.
La puntata ha affrontato anche il caso di Youssef Siher, arrestato e poi scarcerato, e la posizione della presidente del Consiglio sulla giustizia. Scanzi ha accusato Meloni di alternare atteggiamenti garantisti e giustizialisti, di attaccare la magistratura quando non condivide le sue decisioni e di aver espresso un giudizio immediato sul caso dopo il fermo di Siher.
Secondo il giornalista, la vicenda avrebbe mostrato anche una contraddizione nella campagna della premier sul referendum relativo alla separazione delle carriere. Se l’obiettivo fosse stato soltanto quello, ha osservato, Meloni avrebbe dovuto apprezzare il comportamento di una giudice che si è discostata dalla richiesta del pubblico ministero.
Scanzi ha infine presentato il suo nuovo saggio, “Ora o mai più. 10 modi per sconfiggere (forse) Giorgia Meloni e le destre di governo”, pubblicato da PaperFirst.
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