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Attualità 2 min di lettura4 giorni fa

Da Striscia al dolore più duro: il racconto di Fabio De Nunzio

L’ex inviato ripercorre il bullismo, le difficoltà legate all’asma e la vicenda giudiziaria che nel 2015 lo allontanò dal programma di Canale 5.

La ferita più profonda per Fabio De Nunzio non è legata soltanto agli anni difficili dell’infanzia, segnati dall’asma e dal bullismo. A distanza di tempo, l’ex inviato di Striscia la Notizia indica nella vicenda che portò alla sua uscita dal programma il momento più doloroso della propria vita: fu accusato per servizi rivelatisi falsi, ma le indagini della Procura di Bari stabilirono in seguito la sua estraneità ai fatti.


La ferita che non si è mai chiusa

Nel 2015 il Gabibbo comunicò in trasmissione prima la sospensione e poi il licenziamento di Mingo e Fabio. Per De Nunzio quella notizia ebbe l’effetto di uno sconvolgimento totale, aggravato dal peso dell’accusa di truffa relativa a due servizi.

L’ex inviato ha raccontato che, senza il sostegno delle persone vicine e senza una certa solidità personale, in una fase simile si può arrivare a compiere gesti estremi. «È stato un periodo di sofferenza», ha spiegato, aggiungendo che lo scandalo continua a ferirlo e potrebbe accompagnarlo per tutta la vita.

A rendere ancora più intenso il ricordo è il paragone con gli attacchi d’asma vissuti da bambino. Tra i cinque e i sei anni, ha ricordato, il cortisone utilizzato per curare l’asma bronchiale gli provocava un forte aumento di peso, mentre la difficoltà a respirare gli dava la sensazione di stare morendo.


Il bullismo e il personaggio senza parole

Prima dell’esperienza televisiva nazionale, De Nunzio aveva lavorato nelle emittenti locali del Sud. Quando arrivò a Striscia, gli venne affidato un ruolo privo di battute: osservava e comunicava soprattutto attraverso il silenzio, una caratteristica che inizialmente faticava ad accettare.

Con il tempo, quella peculiarità diventò però il tratto con cui il pubblico lo riconosceva. In quegli anni, infatti, ogni inviato del programma aveva un elemento distintivo; per Fabio era proprio il modo di seguire le situazioni senza parlare.

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Le denunce al centro dei servizi

All’inizio De Nunzio e Mingo cercavano spunti nelle cronache dei giornali locali. Successivamente concentrarono il lavoro sui problemi affrontati quotidianamente dalle persone con disabilità, dalle barriere che rendevano complicati gli spostamenti all’impossibilità di raggiungere determinati piani in assenza di ascensori.

L’obiettivo, secondo il racconto dell’ex inviato, era portare attenzione su quei disagi e provare a offrire un aiuto concreto. Dopo l’allontanamento dal programma, tuttavia, non è più tornato a Striscia e ha perso i contatti sia con Mingo, il cui nome è Domenico De Pasquale, sia con Antonio Ricci.


Il legame con Striscia

De Nunzio ha anche commentato la prospettiva della chiusura del tg satirico, spiegando di averla accolta con dispiacere. Per lui la trasmissione aveva rappresentato un riferimento per chi cercava di denunciare ingiustizie e situazioni difficili.

Nonostante quel legame, il rapporto con il programma resta inseparabile dalla vicenda del 2015. L’ex inviato ha detto di non aver mai superato completamente quel passaggio, anche dopo che gli accertamenti giudiziari avevano escluso la sua responsabilità.

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