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Attualità 1 min di lettura14 ott

Conversazioni riservate in OpenAI: fermato un ingegnere 35enne

Un caso interno ha portato all’arresto di Abdulrahman Alfozan, ingegnere saudita di 35 anni, dopo il sospetto che volesse registrare conversazioni confidenziali tra i vertici di OpenAI nella sede di San Francisco.

Un caso interno ha portato all’arresto di Abdulrahman Alfozan, ingegnere saudita di 35 anni, dopo il sospetto che volesse registrare conversazioni confidenziali tra i vertici di OpenAI nella sede di San Francisco. L’episodio aggiunge una minaccia umana ai problemi di sicurezza già legati al comportamento incontrollato degli agenti di intelligenza artificiale.

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Il sospetto nella sala riunioni

Secondo la ricostruzione disponibile, Alfozan avrebbe puntato sulle riunioni riservate dell’azienda che ha sviluppato ChatGPT. L’obiettivo contestato all’ingegnere era raccogliere le conversazioni dei dirigenti attraverso una registrazione non autorizzata.

Il caso si colloca in un contesto nel quale OpenAI deve affrontare due rischi distinti: da una parte le difficoltà di controllo dei sistemi automatizzati, dall’altra l’azione di persone intenzionate a ottenere informazioni dall’interno. La vicenda di San Francisco riguarda il secondo fronte.

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OpenAI esclude il furto di dati

L’azienda ha precisato che l’episodio non avrebbe coinvolto le informazioni degli utenti. La rassicurazione è netta: “Non ha rubato i dati dei clienti”.

Restano invece al centro dell’indagine le conversazioni dei responsabili di OpenAI e le modalità con cui l’ingegnere avrebbe cercato di registrarle. Il testo disponibile non fornisce ulteriori dettagli sull’assunzione di Alfozan né sugli sviluppi giudiziari successivi all’arresto.

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